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Cos’è lo Stalking?

27 settembre 2010

Lo Stalking consiste in una serie di comportamenti ripetuti ed intrusivi di sorveglianza, alla ricerca di un contatto e di comunicazione nei confronti di una vittima che risulta infastidita e/o preoccupata da tali attenzioni o comportamenti.

E’ costituito da:
1. un molestatore (stalker) che individua una persona nei confronti della quale sviluppa un’intensa attenzione;
2. una serie ripetuta di comportamenti con carattere di sorveglianza e/o di comunicazione e/o di ricerca di contatto;
3.  la persona individuata dal molestatore (stalking victim) percepisce come intrusivi e sgraditi tali comportamenti, avvertendoli con un associato senso di minaccia e di paura.

Il fenomeno dello stalking viene considerato nella sua gravità nel momento in cui questo sfocia nell’omicidio o nel suicidio, in realtà, le conseguenze sulla vittima sono numerose e non coincidono necessariamente con la morte di quest’ultima. Tra queste, quelle più frequenti sono i disturbi d’ansia e i disturbi del sonno, ma non è raro trovare anche un disturbo post – traumatico da stress.

 L’art. 612 bis (Atti persecutori):

‘Chiunque ripetutamente molesta o minaccia taluno in modo da turbare  le sue normali condizioni di vita ovvero in modo da porlo in stato di soggezione o grave disagio fisico o psichico, od anche in modo da determinare  un giustificato timore  per la sicurezza personale  propria  o di persona a sé legata  da stabile legame affettivo, e punito a querela della persona offesa  con la reclusione fono a quattro anni …’

Che fare?

E’  importante tenere un diario e registrare le telefonate in modo tale da avere dei dati tangibili da portare senza la presenza di comprovata molestia, le autorità non possono fare molto Lo stalker infatti si “alimenta” dei comportamenti di paura della vittima, ma anche di quelli reattivi, relativi alla rabbia che la persona porta dentro per la situazione che sta sopportando.

 1)  Rivolgersi immediatamente all’ufficio denunce della Polizia: all’ufficiale di polizia giudiziaria incaricato della ricezione della denuncia, in maniera chiara ed articolata,  la successione degli eventi ricordando che:

– Se vi è stata aggressione (fisica o verbale) che ha determinato lesioni e/o stato d’ansia, prima dell’esposizione della denuncia è necessario rivolgersi presso il pronto soccorso dell’ospedale più vicino, narrando i fatti accaduti. Facendo ciò il medico di turno sarà obbligato a stilare un referto medico il quale, oltre a costituire una vera e propria ricezione di notizia di reato, sarà la prova della veridicità dei fatti narrati nell’esposizione della querela.

–  Se vi sono state molestie telefoniche (anche telefonate mute)ricordarsi, qualche giorno prima della denuncia, di annotare possibilmente il giorno e l’ora in cui queste sono pervenute. Anche se ciò è molto fastidioso è necessario attivare il tasto di risposta e tenere in linea l’altra persona per qualche secondo (naturalmente senza instaurare una conversazione), dimodoché il sistema di registrazione dei tabulati telefonici entri in funzione. La molestia telefonica (art. 660 c.p.), anche se ritenuta un reato minore, a volte è l’unico reato che riesce ad incardinare tutto il processo presso il tribunale ordinario e non presso l’ufficio del giudice di pace. Infatti è raro che comportamenti di stalking sfocino in aggressioni fisiche o altre condotte così gravi da permettere di incardinare il processo presso il tribunale ordinario.

2) Riportare in denuncia, con precisione ed in modo particolareggiato,  tutte le frasi offensive o minacciose ricevute, ricordando che le minacce di morte, specie se profferte impugnando armi costituiscono minaccia grave ed incardinano il processo presso il tribunale ordinario. Per quanto riguarda le frasi offensive ricordarsi di citare i testimoni che hanno assistito all’evento

3)Ricordarsi che obbligare qualcuno a fare qualche cosa che non vuole fare (esempio obbligarlo a fermarsi mentre in auto sta percorrendo una pubblica via) integrano il reato, grave, di violenza privata. In situazioni del genere, se possibile, è bene richiedere sul posto l’intervento di una volante (113) che procederà a cristallizzare l’evento e comunque è sempre necessario citare i testimoni presenti ai fatti.

Se non ce la sentiamo di sporgere querela, è comunque possibile esporre i fatti al Questore che procederà ad un ammonimento verbale nei confronti del molestatore che verrà invitato a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. 

Se il soggetto ammonito continua a molestare la sua vittima, si procede d’ufficio contro di lui e la pena è aggravata di almeno un terzo

Il fai da te

Se sei una vittima di stalking dovresti:

1) evitare tutti i contatti con lo stalker : questo è un punto di partenza di fondamentale importanza. Non essere gentile con lui/lei, prestare attenzione o avviare contatti con lo stalker potrebbe involontariamente rinforzare la sua condotta. 

Per cui:

– Spiega chiaramente allo stalker che non desideri aver alcun contatto con lui/lei.

– Qualunque forma di contatto, anche se dissuasivo o limitato, può far sperare che la perseveranza un giorno sarà ricompensata da una relazione con la vittima.

– Ogni tentativo di reazione da parte della vittima riconoscono e ricompensano gli sforzi dello stalker per aver un contatto.

– Le vittime devono mostrarsi ferme nella propria decisione di chiudere la relazione.

– Nel caso in cui vittima e stalker dovessero incontrarsi faccia a faccia, la vittima dovrebbe evitare di manifestare qualunque emozione. Se la vittima è sola dovrebbe cercare di incontrare lo stalker in un luogo pubblico o affollato.

– Le vittime dovrebbero anche evitare di fare rappresaglie contro gli stalker per quanto giustificate queste possano sembrare.

2) cercare l’aiuto delle autorità : informare le autorità di polizia locale che sei vittima di uno stalker e che pensi di presentare denuncia se gli episodi dovessero  continuare (ad esempio per più di due settimane). Chiedi una consulenza legale ed informati sui vari gruppi che forniscono consulenza, supporto o aiuto Conserva le prove di ogni contatto con lo stalker. Conserva tutte le prove , le e-mail andrebbero stampate e copiate sul disco fisso, le telefonate andrebbero registrate per giorno e per ora. Tieni una documentazione di tutti gli episodi avvenuti, specificando cosa è successo (gli episodi specifici), quando (ora, giorno e data) e dove.

3)Studiare un piano di sicurezza : a prescindere dal coinvolgimento della polizia o del sistema giudiziario, la vittima dovrebbe essere resa consapevole del fatto di essere responsabile in prima persona della propria sicurezza. La vittima dovrebbe pensare a quali strategie potrebbero aiutarla a sentirsi. A tal fine, le vittime dovrebbero essere incoraggiate ad elaborare un piano di sicurezza per sé e per i propri familiari. Il piano di emergenza dovrebbe prevedere anche il fornire informazioni specifiche alle persone che potrebbero in qualche modo aiutare la vittima.

Tra le principali azioni da mettere in atto sono:

– Fare una lista di numeri di telefono utili (es. della polizia, di amici, di centri per la violenza domestica, di un avvocato, ecc.);

– Fornire a coinquilini, amici, familiari e colleghi informazioni sulla situazione di stalking, in modo tale da ottenere il loro aiuto

– Dare esplicite indicazioni circa le azioni che dovrebbero essere intraprese nel caso di contatti da parte dello stalker;

– Fornire alle persone maggiormente coinvolte (amici, familiari, vicini e colleghi di lavoro), una fotografia o una descrizione dello stalker; chiedere loro di chiamare la polizia ogni volta che sentono rumori sospetti;

– Tenere in macchina una borsa per le emergenze e del denaro, nel caso in cui non fosse possibile rientrare a casa;

– Portare con sé un telefono cellulare, utilizzando la funzione chiamate rapide;

– Cambiare spesso le proprie abitudini di vita;

– Usare una casella di posta privata;

– Se stai subendo molestie on-line dovresti dire allo stalker che queste comunicazioni non sono gradite ed insistere affinché vengano interrotte. Contattare l’amministratore responsabile dei servizi internet per poter bloccare il comportamento indesiderato. Non allegare nessuna firma alle tue mail: quando l’e-mail viene spedita, l’intestazione può contenere informazioni riguardanti caratteri identificativi come il nome e l’indirizzo. Bloccare o ignorare le e-mail sconosciute.

–  Molestie telefoniche: se ricevi telefonate sospette mantieni la calma e cerca di non manifestare alcuna emozione, sposta il ricevitore e lascialo alzato per alcuni minuti e poi riattacca. Annota data e ora della chiamata. Se rispondi ad una telefonata dello stalker, la cosa migliore da fare è riattaccare gentilmente. Buttare giù il ricevitore o gridare può incoraggiarlo. Non rispondere mai al telefono se squilla subito dopo avere chiuso una telefonata con lo stalker. Tieni un telefono cellulare a portata di mano nel caso in cui la linea venisse intasata o manomessa. Richiedi un numero di telefono privato. Il numero dello stalker può essere rintracciato dal gestore telefonico.

Conseguenze dello stalking

Ci possono essere delle reazioni a lungo termine, tra cui quelle più frequenti risultano essere: il cambiamento dello stile di vita, (cambiando lavoro, abitazione, città, stato), la protezione di se stessi (cambiando numero di telefono, usando il cognome da nubile sul lavoro, seguendo corsi di autodifesa o acquistando un arma) e della propria casa (istallando apparecchi tecnologici o sistemi di allarme nei casi più gravi, mentre in quelli blandi cambiando la serratura della porta).

Gli stalker costringono la vittima a dover fare molti cambiamenti significativi nella propria vita. La predisposizione di un piano di sicurezza dovrebbe diventare una priorità. Molte vittime di stalking rinunciano ad andare a trovare amici e parenti e mostrano una limitazione della vita sociale:

– Quasi sempre sono costrette a cambiare numero di telefono e l’e-mail;

– Possono essere costrette a sostenere spese per riparare oggetti di proprietà che sono stati danneggiati (case, automobili, ecc) ;

– Ulteriori spese sono correlati all’installazione di sistemi di sicurezza ed al ricorso a legali o a terapeuti, cambiare lavoro, cambiare casa, compromette un rapporto sentimentale in corso.

Un punto di partenza nella lotta allo stalking è quello di rendere le vittime consapevoli che, se possono far poco, se non nulla, per cambiare la condotta dello stalker, tuttavia possono cambiare in molti modi utili al riguardo le proprie azioni.

 I sintomi psicologici causati dallo stalking non si risolvono immediatamente una volta che le molestie si interrompono:le vittime possono manifestare conseguenze di tipo emotivo per parecchi mesi e i sintomi post-traumatici possono essere permanenti.

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One comment

  1. A ME è SUCCESSO,,STRANO MA X PRIMA MI HANNO ANCHE MUNITO DI STARE A 100 METRI DI DISTANZA DALLO STALKER,,,X CHE SUA MOGLIE MI HA DENNUNCIATO IN MODO FALSO,,,TUTTO CIO CHE FACEVA SUO MARITO LO GIRAVA IN MODO CONTRARIO NEI MIEI CONFRONTI,,,,,,,,,,,POI CON LE INDAGINE DELLA PROCURA DI FIRENZE ,IL BRIGADIERE HA PRESENTATO UNA BELLA LEGGENDA AL PM ,,E DURANTE L’INTERROGATORIO SI SONO SCOPERTE LE GIORNATE DOVE RICEVEVO FINO A 100 CHIAMATE ED ANCHE 60 SMS,,,,AL GIORNO SIA SULLE MIE UTENZE CHE DI MIO FIGLIO,,SIA DALLA MOGLIE CHE DAL MARITO,,,,NON NE POSSO PIU,,,,QUANDO LI INCONTRO AL SUPERMERCATO STO ALLA LARGA ,,PERCHE POSSO ESSERE PROVOCATA DA LUI,,,SI SENTE TROPPO FORTE QUANDO è CON LA SUA MOGLIE,,,SE SONO AI GIARDINI ,DEVO ANDARE VIA ,,XCHE LORO GIRANO APOSTA VICINO A ME X PROVOCARMI,,,,,,,,,,,,,,,,SOLO ADESSO SI RESPIRA BENE A FIRENZE,, XCHE QUESTA COPPIA è SCESA GIU IN PUGLIA E STAR à VIA CREDO X UN MESE,,,,IL 25 SETTEMBRE DEL 2012 SARà IL PROCESSO,,,,SPERO CHE IL GIUDICE PRENDA UNA DECISIONE GIUSTA,,,X CHE NON NE POSSO PIU,,,,,,,,,,,SI SONO TRASFERITI APPOSTA NELLA MIA ZONA CON L’ABITAZIONE,,,,CHE DISASTRO,,,,CMQ QUI SI PUO SCRIVERE UN LIBRO…………….IO SONO STATA SEMPRE SINCERA E CREDO CHE TUTTE LE CALUNIE CHE HANNO SCRITTO VERANNO A GALLA,,,,,,,,,,,,,,,SCUSATE X GLI ERRORI,,MA SONO STRANIERA



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