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Agli adulti “fanno bene”gli insuccessi dei giovani

4 ottobre 2010

Una ricerca dell’Ohio State University (Usa) in collaborazione con l’università tedesca di Friedrichshafen, condotto su un campione di 276 tedeschi (178 tra i 18 e i 30 anni e 98 tra i 50 e i 65 anni), afferma che per chi ha passato i 50 anni è più piacevole sentire parlare male dei giovani piuttosto che bene. Alla base di questo ci sarebbe il fastidio di scoprire che, col passare degli anni, il mondo non è più incentrato su di loro, ma sui giovani. Venire a conoscenza di qualche storia negativa che ha dei ragazzi per protagonisti è allora un modo per consolarsi del tempo che passa, una sorta di “iniezione di autostima”. I ragazzi invece, ancora incerti riguardo alla propria identità, preferiscono ascoltare e leggere storie dei propri pari età per capire come vivono e le scelte che fanno. Chi è più anziano, invece, non si confronta più con i propri coetanei ma con le nuove generazioni. “I risultati dimostrano anche che le persone utilizzano i media per rafforzare la loro identità sociale”, spiegano i ricercatori.

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