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Quattro bimbi su dieci in Italia nascono con il cesareo

4 ottobre 2010

ROMA –  Il numero di tagli cesarei in Italia è salito nel 2009 rispetto agli anni precedenti, sia pur di pochi punti: siamo a quota 38,43% dei parti complessivi (erano il 38,32% nel 2008), un dato che conferma l’Italia al primo posto in Europa. È l’aggiornamento appena elaborato da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. L’aumento è avvenuto quasi ovunque, anche nelle Regioni che si mantengono al di sotto della media nazionale come la Sardegna, che dal 2001 al 2009 è cresciuta dal 32,54% al 37,35, la Liguria (da 30,46% a 37,16), la Lombardia (dal 25,31% al 28,71, la Provincia autonoma di Bolzano (dal 14,09% a 25,49). Solo Trento ha ridotto dell’1,4%. Continuano l’ascesa le Regioni sopra la media. La Campania è riuscita addirittura a guadagnare portandosi dal 61,89% al 62,24. Unica eccezione, la Basilicata, in accentuata fase decrescente, dopo il record negativo del 2003, quando oltre la metà dei parti avveniva con il taglio cesareo.

Molto dipende dall’inesperienza e dalla mancanza di addestramento dei medici a gestire il parto naturale. Inoltre l’uso dei bisturi è una forma di medicina difensiva: l’operatore preferisce tenersi al riparo da eventuali denunce, di fronte alla possibilità di una contestazione sulla scelta della metodica.  Un dato interessante: il ricorso alla ripetizione del cesareo dopo il primo figlio avuto con la chirurgia, mentre  le maggiori società scientifiche mondiali hanno stabilito che in questi casi si dovrebbe procedere per via vaginale. Al lavoro il ministro della Salute Ferruccio Fazio, che annuncia presto una circolare. «Le nascite devono avvenire in condizioni di sicurezza, in centri con terapia intensiva neonatale – ha detto Fazio al congresso dell’associazione sanitaria delle Piccole Isole -. L’eccesso di cesarei dipende anche dalla disorganizzazione. Incoraggeremo il parto indolore e con il ministro Mariastella Gelmini abbiamo in programma di rivedere i percorsi formativi degli specializzandi in anestesia e ginecologia».

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