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VIOLENZA DOMESTICA

4 ottobre 2010

E’ un triste momento per le donne. Oramai è quasi quotidiana la cronaca di violenza contro le donne, che spesso sono regine e vittime del loro stesso castello: la casa.

La violenza domestica è quella che si realizza all’ interno della coppia e che ha come caratteristica prevalente la violenza verbale, psicologica e fisica con frequenti minacce e l’imposizione del rapporto sessuale. 
E ad ogni nuovo racconto si moltiplica l’indignazione dell’opinione pubblica e una stessa domanda nasce spontanea: “ Come può una donna rimanere accanto ad un uomo che la maltratta e che non ha considerazione di lei? Come può non considerare le ripercussioni sui propri figli?E come può un uomo, che sostiene di amare la propria compagna, trattarla senza alcun rispetto?”. 
Nell’immaginario comune gli uomini violenti fossero sono quelli dediti ad alcol, droga, gioco ecc… Ma si è visto come coloro che maltrattano le donne sono uomini “per bene” che nel chiuso delle pareti domestiche si trasformano, con esplosioni di violenza incontrollata; per questi soggetti picchiare o maltrattare la moglie è legittimo e soprattutto è una faccenda privata in quanto la donna deve loro obbedienza. 
Il bisogno di controllo, di potere, di sottomissione della compagna generano nell’ uomo comportamenti di marito-padrone che cerca di sottomettere la moglie con una serie di violenze psicologiche e fisiche per ottenerne il controllo. 
E queste donne cosa fanno nel frattempo? spesso prima di metabolizzare gli eventi lasciano trascorrere moltissimo tempo legittimando i comportamenti del compagno, poiché pensano di aver sbagliato e che sia giusto essere punite, poiché pensano che rimanendo in tale situazione possono salvare la famiglia ed i figli, perché si sentono sole ed impotenti soprattutto se non lavorano e non sono autonome. 
Alcune donne addirittura, nei rapporti discontinui in cui dopo il maltrattamento c’è la pace, si convincono che in uno di quei momenti di “piccola luna di miele” sia opportuno fare arrivare una gravidanza come segno di rinascita ed amore del rapporto. 
Le varie violenze minano l’autostima, intaccano la capacità della donna di aver un controllo su se stessa; la donna arriva a pensare che non può ribellarsi, che non può separarsi, a credere di non valere niente e quindi di dover subire. A maggior ragione se ci sono figli piccoli; infatti per la donna i figli sono un forte deterrente a non prendere decisioni.

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