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Papà è incinto:La sindrome della Couvade

11 ottobre 2010

Mentre è la donna che porta il pancione ed è facilmente individualizzabile come la portatrice del “dolce fardello”, l‘uomo vive l’esperienza della nascita di un figlio solo dal punto di vista mentale e spesso non gli è facile esprimere i vissuti emotivi caratteristici di questa fase della vita. In molti casi anche il corpo del futuro papà si fa sentire attraverso la sindrome della couvade.

Si tratta di tutta una serie di manifestazioni psicopatologiche legate alla paternità, che si evidenziano nell’area psicosomatica e del comportamento.
Il termine couvade  (covare fa riferimento al comportamento del padre in attesa, osservato in molte popolazioni.


In molte popolazioni, da quelle del Sud America a quelle isolane della grecia, mentre la donna partorisce, l’uomo si chiude in una capanna e simula le sofferenze del parto.

 

Dal punto di vista medico e psicologico è comunque interessante rendersi conto dei sintomi osservabili nel comportamento del futuro papà: perdita dell’appetito, mal di denti, mal di testa, nausea, vomito, mal di reni,coliche addominali, indigestioni, ulcere,orzaioli, tonsilliti, disturbi dermatologici, sangue dal naso e tremori muscolari.

La durata del disturbo va dal periodo della gestazione alle prime settimane successive al parto; la sintomatologia è presente maggiormente nel primo trimestre di gravidanza, per poi ripresentarsi verso l’ottavo-nono mese. La percentuale di uomini che soffrono di questa sindrome è stata valutata in una percentuale che varia dal 10 al 75%.

Fino al 1960 la Couvade era stata interpretata in senso psicologico come una manifestazione di disadattamento di uomini nevrotici, mentre oggi si tende a considerare i sintomi della Couvade come l’espressione somatica del sentimento di paura che il padre prova nella situazione di profondo cambiamento costituita dalla nascita di un figlio.

Tra le varie spiegazioni del fenomeno c’è quella della situazione identificatoria in cui profondi vissuti di empatia fra marito e moglie possono portare a una relazione identificatoria tra i futuri genitori. Questa relazione è importante anche perché costituisce il primo vero legame fra padre e bambino.

Secondo altri autori, alla base dell’identificazione con la gestante vi sarebbe un inconscio desiderio di maternità, con una conseguente invidia per le capacità generative della donna.

Di invidia del parto ha per la prima volta esplicitamente parlato Felix Bohem nel 1930, specificando che essa sarebbe dovuta ad una mancata risoluzione della paura della castrazione tipica del complesso edipico.

 

 

Per approfondimenti vedi:

 Benvenuti P., Pazzagli A., Rogari C., Rossi-Monti M., Scompensi psicopatologici della paternità e sindrome della couvade. Riv. Pat. Nerv. Ment, 103 177-190 anno 1982

Clinton JF Expectant fathers at risk for couvade, Nursing Research 5 290-295 anno 1986

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