h1

Una buona famiglia

11 ottobre 2010

Il clima affettivo all’interno della famiglia ha una particolare influenza sulla percezione di un adeguato senso di sé, sull’autostima e sulla possibilità di costruire e mantenere soddisfacenti rapporti con gli altri, poiché sono fondamentali nello sviluppo della personalità. Quando questi rapporti primari non sono soddisfacenti, si evidenzia un disagio del bambino che cerca elementi di compensazione alle gravi assenze affettive e di comunicazione dei genitori. L’insufficienza di punti di riferimento spesso si traduce in un sentimento proprio di inadeguatezza, tale da minare l’autostima, la sicurezza di se, nel bambino. Per strutturare una buona atmosfera all’interno della famiglia, indispensabile per consentire al bambino di crescere sano e sicuro di sè, ci sono alcuni aspetti fondamentali da non sottovalutare:

  • IL CONTROLLO DEI GENITORI
  • LA QUALITA’ DEI SENTIMENTI
  • IL RISPETTO E LA STIMA (IL CALORE NELLA FAMIGLIA)
  • LA COMUNICAZIONE
  • LA VIVACITA’ STIMOLANTE (CURIOSITA’)

La famiglia come può esercitare positivamente questi compiti?

COERENZA E CHIAREZZA: 
In un mondo che ancora non sono in grado di comprendere pienamente, i bambini sentono la necessità di conoscere cosa attendersi come conseguenza dei loro comportamenti: in questo modo cresceranno sicuri di sé, controlleranno l’ansia e saranno meno ribelli ed aggressivi. In quest’ottica diviene compito dei genitori fornire certezza e prevedibilità ai bambini, in altri termini devono fornire coerenza.

LA FIDUCIA 
La fiducia reciproca è fondamentale, una importante conquista. La fiducia dei genitori non può e non deve essere cieca. Deve essere accompagnata da accertamenti esperiti con sensibilità una indagine interattiva, tranquilla ed equilibrata. La convinzione che ne trarranno è che non hanno ottenuto fiducia perché figli, ma perché hanno tenuto comportamenti buoni. I bambini impareranno per assorbimento dai genitori la loro condizione di equilibrio, soprattutto nella gestione della sensibilità, dell’empatia e della giustizia nel valutare le situazioni.

LE ASPETTATIVE DEI GENITORI 
Ogni bambino ha una percezione di sé strettamente collegata a come si sente visto dai propri genitori. Se i genitori hanno scarse attese nei loro confronti, i bambini penseranno di non valere un granché, ne risentirà la loro autostima e la motivazione al successo nelle imprese della vita, a tutti i livelli. Aspettative eccessive dei genitori possono produrre una autostima esagerata nei bambini, che influenza negativamente la percezione della realtà, il successo sarà facilmente solo idealizzato e non reale. In una simile condizione un individuo sarà più incline a fenomeni depressivi (quando si accorge che la realtà è spesso lontana dal desiderio e dall’illusione) e troverà difficoltoso l’inserimento nei contesti della società.

L’AIUTO DEI GENITORI 
Per aiutare i loro bambini, la regola per i genitori è: discrezione. Quando i bambini sono in difficoltà è opportuno non fornire soluzioni confezionate ma indicazioni di massima, in modo che i bambini giungano alla soluzione con una certa autonomia, diversamente mineremo il loro senso di efficienza e tenderemo ad amplificare il bisogno di “appoggio” del bambino. Questo non vuole dire: non aiutate i bambini, i bambini devono essere aiutati, diversamente potrebbero sentirsi abbandonati dai genitori, in un rapporto conflittuale che vede da una parte il desiderio di soddisfare gli impegni e dall’altra la paura di non essere adeguati, di non potercela fare, l’effetto sarebbe una demotivazione che se persistente si tradurrà in scarsa autostima.

I RINFORZI 
I rinforzi sono il premio che spinge un soggetto a ripetere o a evitare un determinato schema comportamentale. Se utilizzato correttamente, il rinforzo concorre a suggerire un comportamento e favorisce l’apprendimento. In ambito educativo, è offerta una ricompensa (rinforzo positivo) quando il bambino è in grado di risolvere un compito e una punizione (rinforzo negativo) quando non ha successo. La punizione deve essere di entità sufficiente a stimolare nel bambino il desiderio di tentare nuovamente e non eccessiva, tale da cancellare nel fanciullo l’idea creativa di provare di nuovo. La scelta del tipo di rinforzo è quindi essenziale. Ad esempio, quando una mamma reagisce con gioia e manifestazioni di affetto quando il bimbo mangia tutta la pappa, trascurando di incoraggiarlo in altri momenti significativi (quando impara a saltare, a giocare con il cavallino, a vestirsi da solo etc.) mette in atto un rinforzo mirato. Una condizione nella quale il bambino assocerà una conseguenza piacevole al consumo di cibo in abbondanza, oltre la soddisfazione del suo fisiologico appetito. Non è sempre facile comprendere quando stiamo rinforzando un comportamento, spesso avviene senza che ne siamo consapevoli, non ce ne rendiamo conto. Tuttavia, soprattutto dopo i primissimi anni di vita, il rinforzo può generare effetti diversi dalle attese. La lode perde efficacia se è troppo frequente, è bene ascoltare i sentimenti e proporsi con sincerità ai bambini, senza eccedere. I bambini non sono adulti meno intelligenti, sono esseri umani più piccoli.

LE PUNIZIONI
Le punizioni sono importanti. Spesso si dimostrano controproducenti perché inadeguate al comportamento del bambino. Sono efficaci solo se immediate, devono colpire l’azione nel momento che essa si svolge o appena svolta. La punizione deve essere inflitta con equilibrio (quindi sempre lieve per un bambino), serenità e, soprattutto, la punizione deve essere solo simbolica. E’ fondamentale che il sentimento successivo alla punizione sia di empatia reciproca e costruttivo dialogo. Il bambino deve riuscire a comprendere e condividere il comportamento del genitore ed il genitore comprendere e perdonare quello del bambino, sdrammatizzando. Vi sono effetti collaterali alle punizioni male calibrate e somministrate. Occorre sempre ricordare ai genitori che i figli imparano per assorbimento i loro comportamenti e si comporteranno allo stesso modo nella vita sociale che li attende: con i compagni di asilo di scuola, con gli insegnanti e con tutte le persone con le quali entreranno in contatto. Da adulti saranno inclini a divenire genitori sul modello del proprio vissuto, inclini e non destinati, è bene sottolineare.

LA COMUNICAZIONE 
Nella comunicazione familiare il dialogo, l’ascolto, l’attenzione sono elementi determinanti per la crescita e lo sviluppo armonico dei figli. Per instaurare una comunicazione efficace è importante partire da una capacità di ascolto, offrendo attenzione alle emozioni e alle opinioni che i bambini possono esprimere. E’ una modalità di comunicazione che va costruita giorno dopo giorno, con interesse e attenzione. E’ fondamentale considerare seriamente quello che dice il bambino, che ha bisogno di essere ascoltato attentamente. L’essere sempre interrotto o criticato non gli consente di acquisire sicurezza nei suoi stessi pensieri e di sviluppare un buon livello di autostima, al contrario, permettergli di parlare continuamente quando ha bisogno di essere contenuto, non gli permettere di sviluppare un proprio senso critico e di iniziare ad abituarsi alla turnazione nelle conversazioni. Il vantaggio maggiore per il bambino è dato dall’essere ascoltato interamente, dal sentirsi compreso e incoraggiato e dalla importante opportunità di confrontarsi con l’adulto, quando questi ha un’opinione diversa dalla sua. Attraverso l’apertura al dialogo genitori figli, è possibile uno sviluppo armonico e sereno dei bambini, una sana abitudine di famiglia che consente di costruire insieme situazioni in cui è possibile per i figli raccontare le proprie esperienze, quanto accade durante la giornata; in tal modo i bambini o i ragazzi cresceranno emotivamente più equilibrati e socialmente più maturi. Anche quando no si è d’accordo su un argomento, l’attività persuasiva è sempre positiva, produce un sentimento di appartenenza al gruppo primario (quello affettivo, della famiglia) e fa sentire il bambino considerato per la sua intelligenza e capacità di riflettere. Imparare che le ragioni della famiglia sono reali e futuristiche (il futuro è il tempo di chi cresce), dimostra come i genitori considerano l’avvenire dei figli. I genitori non si devono mai mettere sullo stesso piano dei loro figli, perché non è questo che viene chiesto dai piccoli. I bambini chiedono di avere un genitore, non un amico: hanno il bisogno di percepire i genitori come persone responsabili, mature, impegnate a perseguire il loro bene. Dimostra poca aderenza con la realtà, scarso equilibrio, quel genitore che chiede al proprio bambino di esprimere una opinione su questioni drammatiche, come una eventuale separazione coniugale, facendo appello ad una razionalità, impropria per l’età del bambino. Le questioni “da grandi” devono essere risolte dai genitori senza il coinvolgimento dei piccoli.

IL CALORE DELLA FAMIGLIA 
Una circolarità di affetto dentro la famiglia è molto importante per la crescita dei piccoli. Se c’è calore, i genitori sono disponibili e non antepongono le loro esigenze a quelle dei bambini, giocano volentieri con loro e manifestano affettuosità. I bambini che vivono questo calore consolidano il legame con la famiglia, sono più inclini a comportarsi bene, ascoltano i consigli, stimano i genitori e, di conseguenza, hanno una propria autostima. Il calore ricevuto tende sempre a replicarsi, questi bambini sono socievoli con gli altri, sensibili, empatici e da adulti saranno molto probabilmente genitori affettuosi.

LE DIFFICOLTA’
Affrontare i momenti di tensione, arrabbiarsi, confrontarsi, può significare conoscersi meglio e maturare fiducia nelle proprie capacità nel risolvere conflitti. L’ambiente familiare è determinante. I bambini che vivono in una atmosfera familiare intellettualmente evoluta sono avvantaggiati su molti piani: linguistico, cognitivo, sociale. I genitori dovrebbero sforzarsi per creare un ambiente stimolante, che consenta ai bambini di soddisfare la loro naturale curiosità. I bambini hanno bisogno di genitori che comunichino, parlino, e giochino con loro, nel rispetto dei loro reali bisogni, evitando tuttavia tutti i comportamenti eccessivi e poco autentici.

AUTOREVOLEZZA
I genitori non devono avere paura a proporsi in modo autorevole. I figli, durante la crescita devono sentire un costante controllo ragionevole, esercitato mantenendo un clima caldo e una affettività costante e circolare. Devono imparare dai genitori le regole della famiglia e della vita, soprattutto il rispetto per gli altri; devono imparare a comprendere e gestire l’incoerenza. Non è difficile il mestiere di genitore se riusciamo ad interpretare e ci lasciamo guidare dai segnali che i piccoli ci comunicano, cercando di costruire rapporti profondi e proponendo un clima intellettualmente evoluto, adatto a soddisfare curiosità e creatività. Questi sono genitori autorevoli. Gli imperativi dei genitori dovranno essere disciplinati, equilibrati e motivati; i bambini devono sentirsi partecipi delle scelte familiari, in questo modo i comandi saranno sempre meno indispensabili. Le restrizioni dovranno essere ragionevoli. I giovani “controllati a vista“, con scarsa opportunità di decidere, sbagliare ed imparare dall’errore, tendono a sentirsi inadeguati. Questo sentimento è spesso espresso con timidezza. Al contrario, quando i genitori saranno eccessivamente permissivi, i figli reagiranno assumendo comportamenti poco rispettosi verso gli altri; troveranno grandi difficoltà ad adattarsi ai contesti che la vita sociale pone ad ognuno di noi e saranno scarsamente motivati ad appassionarsi. Per soggetti con queste caratteristiche ogni impresa della vita sarà valutata con maggiori difficoltà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...