Archive for dicembre 2010

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Sostegno alla genitorialità

31 dicembre 2010

 

 

Quando nasce un bambino, ecco che si diventa genitori. Così, come il bambino attraversa varie fasi di sviluppo, così il genitore è costretto a cambiare la relazione sia all’interno della coppia genitoriale che con il figlio,  modificando gli atteggiamenti in modo tale da apportare continue innovazioni alla relazione stessa.

Essere genitori comporta una conoscenza, capacità, doveri e responsabilità così  impegnativi da diventare spesso una fonte di stress e ansia. Oltre a capire il bambino diventa impellente anche capire se stessi di fronte a questo compito.

La famiglia, in quanto struttura sociale in continua evoluzione economica, culturale, relazionale inserita in un contesto altrettanto mutevole, ma non può più prendere esempio dalla famiglia tradizionale. Mentre le generazioni genitoriali precedenti potevano prendere ad esempio i comportamenti dei propri genitori questo, oggi, è impossibile e sempre più spesso si ci trova a dover affrontare situazioni nuove ed inaspettate senza avere modelli a cui attingere. Sta diventando sempre più impellente il bisogno e la richiesta di acquisire competenze nella cura psicologica figli che erano, fino a venti anni fa, addirittura sconosciute.

Alla luce di una società densa di complessità e di pericoli (reali o immaginari), del minor tempo da trascorrere insieme, delle più impellenti richieste dei figli (di ogni età) di esplorare e di muoversi liberamente, aumenta nei genitori  un senso di frustrazione e di ansia legata al desiderio di essere un genitore migliore per figlio felice.

Per essere,diventare o tornare ad essere genitori più sicuri, sereni e consapevoli, diventa indispensabile l’aiuto di un sostegno. Il sostegno genitoriale si differenzia dagli altri percorsi terapeutici poiché ha come obbiettivo centrale condiviso la cura e la crescita sana dei figli, attraverso una riflessione comune su insidie e minacce che si esprimono in disturbi di relazione, conflitti di ruolo, difficoltà di comunicazione.

Il sostegno genitoriale (individuale, di coppia e di gruppo) si propone come finalità il sostenere e sollecitare il genitore a far affidamento sulle proprie risorse affettive ed esperenziali per sviluppare tecniche di problem solving adatte a se stessi,secondo la particolare situazione e  la conoscenza del contesto familiare, perché non esistono ricette prestabilite: essere genitori è un lavoro che si impara giorno dopo giorno.

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Sostegno alla genitorialità

31 dicembre 2010

Per info scarica il nostro volantino SOSTEGNO_GENITORIALE

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È morta Isabelle Caro, modella della campagna shock

30 dicembre 2010

  

Tutti hanno visto la sua immagine sui cartelloni pubblicitari, ma forse nessuno ricorda il suo nome: Isabelle Caro, modella e attrice francese,  salita agli onori della cronaca per aver posato nuda in uno spot anti-anoressia di Oliviero Toscani.

Isabelle è morta il 17 novembre a Tokyo, ma la notizia si è diffusa solo in questi giorni, aveva 28 anni. Isabelle soffriva di anoressia, pesava solo 31 chili per 1 metro e 65 di altezza.

La ragazza nacque da una relazione clandestina tra sua madre e un famoso artista francese, un uomo esile e affascinante. La bambina appare piccola e delicata, e di questa sua gracilità la madre va particolarmente fiera, perchè le ricorda il padre della bambina

Anzi, questa gracilità viene continuamente incoraggiata a protetta: Isabelle è costretta a indossare scarpe e vestiti piccoli, non può uscire di casa perchè “l’aria fa diventare grandi” e quando è costretta a farlo, la madre la ricopre di sciarpe a proteggere il viso.

A 6 anni la madre di Isabelle, insegnante, decide addirittura di non mandarla più a scuola, ma di tenerla a casa a studiare sotto la sua guida. Unico svago concesso le lezioni di violino, che Isabelle prende nella sua stessa casa da un insegnante di musica privato.

Nello stesso periodo riappare il vero padre di Isabelle, un musicista. Quando la ragazzina vede suo padre capisce tutto, nonostante abbia solo 7 anni. La ragazza poi racconterà che l’inizio della sua malattia coincise con una giornata particolare in cui finse un mal di pancia, all’ospedale dove venne portata, fu pesata e misurata. Quelle cifre dette ad alta voce dal medico, disegnarono sul volto della madre un espressione di disappunto che spinse Isabelle al digiuno: “Avrei fatto qualsiasi cosa per renderla felice, capii che per lei pesavo troppo. Cosi da quel giorno piano piano smisi di mangiare”

Da quel giorno sono passati anni pieni di diete e digiuni, dolore e rinunce, anni che hanno lasciato sul corpo di Isabelle i segni distintivi dell’anoressia: 31 chili di ossa, psoriasi, lanugine bionda su tutto il corpo e nera sotto gli zigomi.

Quando guardò la foto della campagna pubblicitaria commentò: “che orrore!”, le immagini del suo stesso corpo la nauseavano, non si riconosceva in quella donna emaciata.

Però partecipare alla famosa campagna la aiutò a reagire: riprese 4 chili e dichiarò: “Mangio pochissimo, quasi nulla, ma ho smesso di vomitare. Ho cominciato a distinguere il sapore delle cose, ho assaggiato il gelato..è buonissimo”.

Isabelle cercò di comprendere e perdonare sua madre “perchè non c’era altro che potessi fare”. Una madre che di questa famosa campagna non fu mai contenta. Disse Isabelle: “Mi dispiace che lei non approvi, ma per me è importante che la gente sappia e veda davvero a che cosa può portare l’anoressia. Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo: adesso voglio mostrarmi senza paura anche se so che il mio corpo ripugna. Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d’aiuto a chi è caduto o ha la tentazione di cadere nella trappola da cui io sto cercando di uscire. Ho tanti sogni per il mio futuro, vorrei fare l’attrice di teatro. Vorrei una famiglia, dei bambini…Vorrei vivere”.

Isabelle è morta il 17 novembre 2010, aveva 28 anni.

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LABORATORIO DI MUSICOTERAPIA

20 dicembre 2010

Per info scarica il nostro volantino Laboratorio Musicoterapia

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LABORATORIO DI MUSICOTERAPIA

20 dicembre 2010

Suono e musica svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione della psiche dell’individuo. La costruzione del mondo psichico è, infatti, affidata alla sensorialità  ed in tale dimensione la musica, il ritmo, le frequenze tonali svolgono un ruolo determinante.  Il linguaggio musicale, viene così ad essere il “sistema regolatore centrale della comunicazione” ed è ritenuto un patrimonio innato proprio della specie umana. Suono e musica rievocano il profondo legame mente-corpo: basti pensare al ritmo che, oltre ad essere un elemento fondamentale nella musica, rimanda anche ad un contesto biologico (cioè ai ritmi del nostro corpo!). La musicoterapia, quindi, costituisce un insieme di esperienze musicali che favorirebbe il contatto interpersonale in un’ ottica di integrazione processuale.

ArmoniosaMente propone: Il laboratorio di musicoterapia

Il corpo suonante

Che è un percorso esperienziale di conoscenza di se stessi attraverso il contatto con il Proprio Corpo. L’obiettivo è quello di scoprire attraverso la musica un nuovo modo di “stare”, “dare forma” alle proprie emozioni, nonché il “Sentirsi” per il “Piacere di Esserci”, lavorando su concetti concreti che riguardano temi esistenziali, come:

– l’ascolto attivo, il ritmo;

–  timbro; lo spazio

– l’armonia; la melodia;

– rispecchiamento sonoro;

– appoggiare, accarezzare;

– premere, sfiorare;

–  il contatto; l’immaginario;

–  modulazione dell’intensità e del tempo

–  le emozioni; il punto di vista

– stabilità-flessibilità;

–  i confini-limiti;

– appoggio e scarica del peso.

in cui ci si ascolta e ci si ritrova per conoscersi meglio; si aumenta la fiducia in s stessi; si rivaluta il quotidiano attraverso un ritmo che sia il nostro; si impara a comunicare in modo efficace;  si scoprono modalità più creative di gestire le nostre emozioni, per uno sviluppo personale.

Il lavoro musicoterapeutico sul Corpo è un lavoro sulle Emozioni, sul modo di Essere al Mondo, di Relazionarsi con Sé e con gli altri, in un percorso dove la Narrazione di Sé è la Cornice di tutto questo.

PER MAGGIORI  INFORMAZIONI CONSULTARE LA SEZIONE: COSA FACCIAMO

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I simboli del Natale

8 dicembre 2010

Tra pochi giorni si festeggerà il Natale, e per strada si respira un’aria di festa. Le vie sono illuminate da mille luminarie, i negozi hanno addobbato le loro vetrine, le decorazioni natalizie spopolano in ogni dove. Ma il Natale, anno dopo anno, si svuota del suo significato religioso profondo, colorandosi solo di aspetti consumistici e privi di valore. Tralasciando la fede, che è personale e assolutamente indiscutibile per chi la possiede, vogliamo oggi ricordare il significato simbolico che il Natale rappresenta per l’umanità, significato psicologico individuale ma soprattutto universale, cosmico. Read the rest of this entry ?

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