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Il Mobbing

29 gennaio 2011

Il mobbing è “una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte dei colleghi o superiori” , un insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di uno o più individui nei confronti di un altro individuo, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso. I singoli atteggiamenti molesti non raggiungono necessariamente la soglia del reato né debbono essere di per sé illegittimi, ma nell’insieme producono danneggiamenti plurioffensivi anche gravi con conseguenze sul patrimonio della vittima, la sua salute, la sua esistenza.

II termine mobbing è stato coniato agli inizi degli anni settanta per descrivere un particolare comportamento di alcune specie animali che circondano un proprio simile e lo assalgono in gruppo al fine di allontanarlo dal branco. Solo negli anni ’80 il termine è divenuto di uso comune per indicare una comunicazione ostile e non etica diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui contro un singolo che è progressivamente spinto in una posizione in cui è privo di appoggio e di difesa e lì relegato per mezzo di ripetute e protratte attività mobbizzanti.

Tipi di mobbing.

Esistono differenti tipologie di mobbing:

Verticale: quando è attuato da un superiore nei confronti di un subordinato o viceversa da parte di un gruppo di dipendenti nei confronti di un superiore;

Orizzontale: tra pari grado;

Collettivo: spesso attuato come strategia aziendale mirata a ridurre gli organici ed è rivolto a gruppi numerosi di persone;

Doppio mobbing: si realizza quando il mobbizzato carica la famiglia di tutte le sue problematiche. Ad una prima fase di comprensione dei familiari segue una condizione di distacco che, quando la situazione si aggrava, porta ad un ulteriore isolamento dell’individuo dal nucleo familiare;

Esterno: la vittima è il datore di lavoro che subisce pressioni attuate sotto forma di minacce di denuncia per comportamenti mobbizzanti, sia da parte di organizzazioni sindacali che da dipendenti con velleità carrieristiche.

Fasi del mobbing

Il mobbing si attua attraverso fasi ambientali e comportamentali ben codificate:

Segnali premonitori: fase breve e sfumata nella quale si appalesano le “anomalie” dinamico-relazionali tra la vittima e i colleghi o il superiore. Iniziano le prime critiche e i primi rimproveri.

Mobbing e stigmatizzazione: si rende manifesto il comportamento mobbizzante attraverso incalzanti e reiterati attacchi nei confronti della vittima al fine di screditarne la reputazione, isolarla dal contesto lavorativo, dequalificarla professionalmente e, attraverso continue critiche e richiami, demotivarla psicologicamente.

Ufficializzazione del caso: la vittima denuncia le vessazioni, ma viene colpevolizzata dai suoi “persecutori” che la considerano responsabile, a causa del suo modo di essere, della situazione che si è venuta a creare.

Allontanamento: è la fase conclusiva dell’azione mobbizzante che culmina con il completo isolamento della vittima che inizia a manifestare depressione del tono dell’umore e somatizzazioni. Il lavoratore è stremato e, non riuscendo a trovare una soluzione al problema, sceglie la strada delle dimissioni volontarie quale estremo tentativo di salvezza.

Le conseguenze del mobbing sono innanzitutto sulla persona soggetta agli abusi. Gli effetti provocati si sviluppano secondo una gamma varia e sempre più grave man mano che le aggressioni proseguono nel tempo. Sono così state individuate quattro fasi attraverso cui si sviluppano i danni:

Prima fase

All’inizio del conflitto e degli attacchi la vittima inizia a manifestare un certo malessere. Nei primi sei mesi appaiono i primi sintomi psicosomatici: incubi, insonnia, inappetenza, nausea, solitudine con ripiegamento su di sé.

Seconda fase

Si ha il passaggio dal mobbing al terrore psicologico. Dai 15 ai 18 mesi si crea uno stato cronico di ansietà. Dai 2 ai 4 anni dall’inizio del conflitto appaiono disturbi della personalità: depressione, fobie, pensieri ossessivi, che generano dipendenza da tranquillanti, che a loro volta provocano abulia ed assenza dal lavoro per malattia.

Terza fase

E’ questa la fase in cui del caso inizia ad occuparsi l’ufficio del personale, il quale si inserisce attivamente nella strategia di abusi sulla vittima, ritenendola responsabile di tale situazione. Così il lavoratore si trova sempre più isolato: gli viene negato qualsiasi colloquio col personale delle risorse umane, viene calunniato, criticato fino alla distruzione di ogni fiducia in se stesso e delle sue referenze per impedirgli di trovare nuovi impieghi.

Quarta fase

Consolidate le manie ossessive la vittima può sviluppare malattie di vario genere sia nervose sia fisiche di lunga durata. A livello psicologico può esplodere aggressività diretta sia verso di sé, fino al suicidio, sia verso la famiglia, compromettendo le basilari relazioni interpersonali. Dal lato economico la vittima, lavorando meno e male, assentandosi continuamente per malattie, subisce perdite. Il lavoratore viene poi, come estreme conseguenze, licenziato, messo in mobilità o in prepensionamento.

E la legge cosa fa? Dal punto di vista giuridico, pur in assenza di una legge specifica sul mobbing, nel nostro ordinamento esistono diverse norme,costituzionali, civilistiche e penali che, permettono di difendersi dai comportamenti persecutori che avvengono in ambito lavorativo. La Costituzione, infatti, tutela la persona in tutte le sue fasi esistenziali, da quella di cittadino a quella di lavoratore(artt. 2-3-4-32-35-36-41-42), inoltre molti comportamenti che caratterizzano il mobbing trovano una precisa connotazione nel codice penale (abuso d’ufficio, delitto di percosse, delitto di lesione personale volontarie e colposa, ingiuria, diffamazione, minaccia, molestie).

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One comment

  1. IL MOBBING NECESSITA DI UNA MAGGIORE CURA ED ATTENZIONE A LIVELLO SIA MEDICO CHE LEGALE .
    OCCORRONO NUOVE FIGURE DI MOBBING PIù SPECIFICHE
    X FRONTEGGIARE PROBLEMATICHE TUTTORA IRRISOLTE
    O NON ADEGUATAMENTE AFFRONTATE CON STRUNENTI
    DI TUTELA EFFICACI.IL PROBLEMA è FIN TROPPO ATTUALE
    E RISPETTO AL PASSATO VA NON SOTTOVALUTATO.
    IL DIRITTO SACRO AL LAVORO, ALLA SALUTE,ALLA DIGNITà,
    AL PROPRIO PENSIERO,AD INTEGRARSI IN MODO SERENO
    ALLA VITA DI RELAZIONE SOCIALE SENZA PREVARICAZIONI
    DI SORTA ALTRUI SONO DEI VALORI INVIOLABILI X TUTTI.



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