Archive for febbraio 2011

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I PIEDI: LE NOSTRE ORIGINI

28 febbraio 2011

Iniziamo il nostro viaggio dal basso verso l’alto, cioè a partire dai piedi per arrivare alla testa. Riportando questo percorso sul piano psicologico, si parte dal mondo delle pulsioni, istinti, bisogni biologici, a quello delle emozioni, delle fantasie, delle motivazioni, dei pensieri, del razionale, addirittura dello spirituale.

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L’anoressia sessuale

26 febbraio 2011

Quante volte ci siamo detti che la facilità di accesso al materiale pornografico non poteva che far danni?

Non si tratta di bigottismo ma di una semplice equazione. Dall’analisi del consumo in Italia dei portali dedicati al sesso emerge l’identikit di un popolo che ama il virtuale, a scapito della propria salute sessuale reale: nel 2010 sono 7,8 milioni gli italiani che fruiscono di contenuti porno, circa il 29 % dei navigatori totali, con un aumento dei fruitori di questi siti di ben il 58%: dal 2005: una crescita una volta e mezza più veloce dell’utenza nel suo complesso.  Il target dei siti porno rimane prettamente maschile (il 70%), la fascia d’età più avvezza a cercare emozioni forti su Internet è quella tra i 24 e i 44 anni. Anche se il 10 per cento dei frequentatori del sesso online ha meno di 18 anni. E’ importante notare come ci si imbatte nei primi siti a luci rosse gia’ a 13-14 anni, compromettendo quella che è la normale curiosità e fantasia rispetto alle tematiche “hard” proprie di questa fascia d’ età.

Il rischio, oramai realistico, e’ sviluppare una “disgusto del sesso”, una vera e propria “anoressia sessuale” che, anche e soprattutto tra i più giovani, è già un fatto.
Accendere il pc e visitare sistematicamente siti pornografici spegne il desiderio. “Questa indagine nasce dalla necessità di comprendere un fenomeno clinico nuovo che investe soprattutto i giovani sotto i 25 anni: l’anoressia sessuale. iI 70% dei giovani che si sono rivolti agli ambulatori per patologie della sessualità, calo della libido e disfunzione erettile, aveva da anni la cattiva abitudine di frequentare siti Internet pornografici molto spinti”. Il promotore della ricerca è  il professor Foresta, presidente della Società italiana di andrologia e medicina sessualità, andrologo ordinario di Patologia clinica all’Università di Padova – “La fruizione quotidiana di simili immagini – ha rallentato la maturazione cerebrale della sessualità, svincolato il sesso dall’affettività, e fatto perdere d’interesse verso la sessualità reale che invece, per un sano sviluppo, ha bisogno di fantasia. Ed è proprio la fantasia che i siti Internet uccidono veicolando video e foto estremamente disinibiti. La sessualità in Internet è fredda, ripetitiva e questo determina assuefazione e comporta poi, nella vita reale, mancanza di desiderio. Un cambiamento nell’approccio comportamentale di questi giovani ha portato significativi miglioramenti: l’abbandono completo della frequentazione dei siti porno accompagnato dalla lettura di libri che sottolineano un legame forte tra affettività, sessualità e fantasia ha contribuito in maniera importante al rafforzarsi di una sessualità sana, autentica e responsabile”.

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La parità del sesso

26 febbraio 2011

Secondo gli scienziati, sia gli uomini che le donne sono motivati dalla ricerca del piacere.

La rivistaJournal of Personality and Social Psychology’, riporta un interessante ricerca. Un nuovo studio dell’Università del Michigan ha “scoperto” che le donne sono interessate al sesso occasionale allo stesso modo degli uomini.

Allora perché la maggior parte delle donne rifiutano un partner occasionale?

All’inizio l’ipotesi sostenuta dai ricercatori per spiegare questo atteggiamento sul sesso occasionale, si basava sul fatto che uomini e donne hanno strategie evolutive diverse: le donne sono maggiormente selettive rispetto al partner sessuale perchè dovrebbe garantire sicurezza una volta nata la prole; gli uomini invece si sono evoluti per diffondere il più possibile il proprio patrimonio genetico e quindi per avere più rapporti sessuali con partner diverse.

Nella ricerca si è evidenziato come, se una studentessa di faceva delle avances sessuali a un ragazzo, più del 70% dei ragazzi diceva di sì. Quando invece i ruoli venivano invertiti neanche una donna accettava la proposta ‘indecente’.

Se le donne rifiutano, però, c’ è una buona ragione: non hanno la certezza di raggiungere il piacere. Lo psicologo Conley, che ha coordinato lo studio, avrebbe dimostrato che se le donne percepiscono nel partner una determinata potenza ‘sessuale’ non rifiuterebbero l’occasione di avere un rapporto intimo con uno sconosciuto. Questo perchè, secondo gli scienziati, le donne, come gli uomini, sono motivate dalla ricerca del piacere. L’unica differenza sta nel fatto che le donne hanno meno probabilità di essere soddisfatte da un incontro a breve termine, e lo sanno. Conley ha dimostrato che gli uomini e le donne non sono poi così diversi nell’approcciarsi al sesso occasionale.

Solo che per raggiungere lo stesso scopo servono ‘mezzi’ differenti. Mentre agli uomini basta trovare una partner attraente per avere un incontro sessuale piacevole, per le donne non è così e questa difficoltà le rende più selettive.

Anche se Conley non nega del tutto la spiegazione evolutiva, la sua prospettiva è molto diversa. Il suo approccio, chiamato ‘Pleasure Theory’, è relativamente nuovo e parte dal presupposto che “la ricerca del piacere è la forza centrale che motiva il comportamento sessuale”, e che la riproduzione è un sottoprodotto di questo sforzo. Secondo questa tesi, sia gli uomini che le donne vogliono solo divertirsi, e poi la biologia si occupa del resto.

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Sesso orale o morte

23 febbraio 2011

Sesso orale più pericoloso del fumo?per gli amanti della fellatio e del cunnilinguo senza censure è tempo di fare i conti con una news piuttosto inquietante. Pare che praticare il sesso orale senza precauzioni sia più rischioso del tabagismo per quanto riguarda l’incidenza dei tumori alla gola negli under 50.

Uno studio della Ohio State University di Columbus ha messo sotto il riflettore il colpevole: il papilloma virus, già riconosciuto come il responsabile del 70% dei casi di cancro alla cervice nelle donne, la cui diffusione ha portato ad un aumento dei tumori del cavo orale negli ultimi decenni, soprattutto negli uomini più giovani

«Il papilloma virus causa più tumori del tabacco tanto che una persona infettata con papilloma virus legato al cancro del cavo orale (l’HPV 16) ha un rischio 14 volte maggiore di contrarre un tumore nel tratto orofaringeo. Ecco perché più elevato è il numero di partner con cui si è praticato sesso orale e maggiori sono le probabilità di contrarre un’infezione».

Già quattro anni fa erano stati evidenziati come i malati infettati dall’HPV avessero un rischio 32 volte maggiore di sviluppare il cancro alla gola rispetto a fumatori e bevitori cronici, mentre coloro che avevano praticato sesso orale con più di 6 partner durante la loro vita avevano 8,6 possibilità in più di contrarre il tumore.

Per chi ama i numeri, basta guardare le statistiche per rendersi conto dei rischi: in Inghilterra l’incidenza del cancro alla gola è in netto aumento e negli Stati Uniti si è registrato un aumento del 225% dei casi fra il 1974 e il 2007.

Da qui l’appello dei medici affinchè non vengano vaccinate solo le ragazzine in età critica (come avviene ora), ma anche i maschi. Non ci sono ancora rigorosi riscontri scientifici sull’efficacia del vaccino per le infezioni da papilloma virus che possono portare al cancroma ma gli scienziati sono ottimisti perché, finora ,i vaccini hanno dimostrato di servire nel 90% dei casi.

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Povero e ignorante? Il cancro è costante

23 febbraio 2011

Tra le tante informazioni che riservano i siti che si interessano di salute ci sono anche notizie che si rivelano, spesso, inquietanti: nelle persone anziane la condizione di povertà e la mancanza di istruzione aumentano il rischio di morte per cancro. Le considerazioni arrivano da una ricerca dell’Università Nihon Fukushi (Giappone). Per  arrivare a tali conclusioni, l’equipe nipponica ha analizzato i dati di un impressionante numero di persone che si sono sottoposti alla ricerca. I volontari oggetti dello studio, tutti perfettamente sani all’inizio del trattamento, sono stati seguiti per circa quattro anni, fino 2008. Dai risultati raccolti gli scienziati hanno scoperto che gli anziani maschi con un reddito annuo inferiore ai due milioni di yen (17.500 euro) hanno avuto un rischio di morte per cancro 1,9 volte maggiore rispetto ai coetanei con entrate complessive superiori di almeno il doppio. Un fenomeno simile è stato rinvenuto anche nei soggetti con 6-9 anni complessivi di istruzione scolastica. Infatti le loro possibilità di morte per neoplasia erano 1,46 volte superiori rispetto ai coetanei maggiormente istruiti ( parliamo di persone che avevano frequentato almeno 13 anni di scuola). Questo, secondo gli studiosi, accade perché i soggetti meno istruiti e più poveri adotterebbero uno stile di vita più a rischio, facendo per esempio un uso eccessivo di alcol e sigarette e sottoponendosi a poche visite mediche per problemi economici. Insomma, come dire “piove sempre sul bagnato”.

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Gusto di mamma

23 febbraio 2011

Pensate che le mamme condizionano i figli solo finché sono piccoli? Errore!

Le mamme son sempre le mamme, e influenzano le nostre preferenze alimentari e i nostri gusti per tutta la vita. Come fanno?  Questo fatto sarebbe condizionato dal sapore del latte materno assunto nei primissimi mesi di vita, dai 2 ai 5 mesi. A questa conclusione è giunto uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition.

Secondo i ricercatori le mamme potrebbero orientare i propri figli ad una determinata alimentazione. Secondo tale studio si afferma che se le mamme che allattano assumessero più frutta e verdura, potrebbero orientare verso questo tipo di alimenti e quindi verso un’alimentazione più sana, i gusti dei loro figli.
E se il piccolo viene alimentato con latte artificiale? I ricercatori ipotizzano una varietà di gusto molto più limitata, rispetto ai fortunati alimentati con latte naturale materno, che è notoriamente più acido e ricco di sapori.

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Cina, dopo aver giocato davanti al pc per 72, entra in coma e muore

23 febbraio 2011

Si è avuta notizia che nel distretto di Chaoyang, vicino a Pechino un 30enne cinese è morto dopo aver trascorso le ultime 72 ore di fronte allo schermo di un computer a giocare in un internet point. Per tre giorni consecutivi il giovane non ha mai mangiato, bevuto o dormito, e dopo essersi sentito male nel locale, è entrato in coma. Trasportato d’urgenza in ospedale i medici non sono riusciti a rianimarlo. «In un primo momento ha reagito, seppur debolmente, ai farmaci somministrati – hanno raccontato i soccorritori – Ha più volte teso le braccia e assunto posizioni spaventose, ma dopo poco è morto». Una vicenda che illustra il fenomeno della dipendenza dai giochi informatici, della quale soffrono in Cina 33 milioni di ragazzi, secondo i dati citati dalla stampa. Secondo le testimonianze del posto, la vittima proveniva dal dal nord est della Cina e viveva vicino al locale in cui aveva speso oltre 10mila yuan (più di mille euro) per la sua dipendenza. Il governo, l’anno scorso, aveva annunciato tutta una serie di norme, per controllare il settore dei giochi online e reprimerne il contenuto pornografico e violento.

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