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L’ansia

7 febbraio 2011

L’ansia costituisce una delle caratteristiche fondamentali del nostro tempo ed è definita come un sentimento angoscioso di pericolo imminente.

L’ansia si definisce “indefinita” perchè la persona non riesce ad identificare il pericolo da cui si sente minacciato, ma vive una condizione di profonda disperazione e una sensazione d’impotenza o di debolezza di fronte alla minaccia che percepisce come immediata.

A volte si precisa meglio il motivo della sensazione di paura: paura della morte, paura dell’avvenire o del passato, che non trovano tuttavia giustificazione nella realtà. Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo “combatti o fuggi”.Se l’ansia è persistente e crea delle forti limitazioni alla vita di una persona, si può diagnosticare un disturbo d’ansia. I più comuni sono il disturbo d’ansia generalizzata (DAG), il disturbo di panico (DP), la fobia sociale, le fobie specifiche, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e il disturbo post-traumatico da stress (DPTS).

 SINTOMI

L’ansia non può essere definita nei sintomi per il semplice motivo che è un sintomo essa stessa. L’ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore internoL’ansia rappresenta anche il sintomo fondamentale della maggior parte delle neurosi (neurosi d’angoscia; inoltre compare. con diverse sfumature, nella neurosi fobica, in quella ossessiva e nell’isteria) e, di frequente, si riscontra anche negli stati depressivi. L’ansia si riscontra anche nelle fasi acute delle psicosi o mascherata dai sintomi di un disturbo di fondo (certe depressioni malinconiche si manifestano in concomitanza di uno stato d’ansia talmente più intensa da spingere il malato al suicidio). L’ansietà può infine essere anche il sintomo di una malattia organica:le cardiopatie, l’insufficienza respiratoria, l’asma, le malattie neurologiche localizzate al tronco dell’encefalo, l’ipertiroidismo sono spesso accompagnate da una spiccata componente ansiosa. L’abuso di certi farmaci, quali gli amfetaminici, i barbiturici, gli ormoni corticoidi o tiroidei, può scatenare, soprattutto nei soggetti predisposti, stati ansiosi. L’ansia, per gli psicologi, sarebbe alla base di tutte le malattie psicosomatiche, nel senso che l’ansia connessa a conflitti psichici non risolti potrebbe preparare o favorire l’esplosione di crisi d’asma, il manifestarsi di un’ulcera duodenale, di un’ipertensione arteriosa, ecc. In queste situazioni l’ansia non sarebbe vissuta come tale, ma si tradurrebbe nelle manifestazioni somatiche, che rappresenterebbero quindi gli equivalenti organici dell’ansia.

 L’ansia sembra avere una componente cognitiva, una somatica, una emozionale e una comportamentale . La componente cognitiva comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto. Dal punto di vista somatico, il corpo prepara l’organismo ad affrontare la minaccia (una reazione d’emergenza): la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. Esternamente i segni somatici dell’ansia possono includere pallore della pelle, sudore, tremore e dilatazione pupillare.

Dal punto di vista emozionale, l’ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi. Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all’evitare la fonte dell’ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d’ansia. Comunque l’ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un’emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza.

 Dagli studi effettuati a livello neurologico si potrebbe indicare che l’ansia sia un meccanismo protettivo progettato per prevenire comportamenti potenzialmente dannosi per l’organismo come nutrirsi di cibo avariato. L’ansia non è, quindi, solo un limite o un disturbo, ma se riconosciuta e analizzata, può diventare uno strumento non solo di analisi di se stessi, ma anche come una risorsa che ci permette di proteggerci dai rischi, a mantenere lo stato di allerta, a migliorare le prestazioni. Questo perché l’ansia è una condizione fisiologica, utile in molti momenti della vita.L’ansia buona, fisiologica e funzionale,infatti, rappresenta una sollecitazione che ci muove e ci fa selezionare gli stimoli con maggiore attenzione.In realtà non potremmo vivere senza ansia e senza di essa molte emozioni sarebbero più sbiadite, meno intense e suggestive.

L’ansia può essere quindi uno strumento o un limite a seconda dell’uso che ne facciamo o del modo in cui la viviamo.

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