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L’anoressia sessuale

26 febbraio 2011

Quante volte ci siamo detti che la facilità di accesso al materiale pornografico non poteva che far danni?

Non si tratta di bigottismo ma di una semplice equazione. Dall’analisi del consumo in Italia dei portali dedicati al sesso emerge l’identikit di un popolo che ama il virtuale, a scapito della propria salute sessuale reale: nel 2010 sono 7,8 milioni gli italiani che fruiscono di contenuti porno, circa il 29 % dei navigatori totali, con un aumento dei fruitori di questi siti di ben il 58%: dal 2005: una crescita una volta e mezza più veloce dell’utenza nel suo complesso.  Il target dei siti porno rimane prettamente maschile (il 70%), la fascia d’età più avvezza a cercare emozioni forti su Internet è quella tra i 24 e i 44 anni. Anche se il 10 per cento dei frequentatori del sesso online ha meno di 18 anni. E’ importante notare come ci si imbatte nei primi siti a luci rosse gia’ a 13-14 anni, compromettendo quella che è la normale curiosità e fantasia rispetto alle tematiche “hard” proprie di questa fascia d’ età.

Il rischio, oramai realistico, e’ sviluppare una “disgusto del sesso”, una vera e propria “anoressia sessuale” che, anche e soprattutto tra i più giovani, è già un fatto.
Accendere il pc e visitare sistematicamente siti pornografici spegne il desiderio. “Questa indagine nasce dalla necessità di comprendere un fenomeno clinico nuovo che investe soprattutto i giovani sotto i 25 anni: l’anoressia sessuale. iI 70% dei giovani che si sono rivolti agli ambulatori per patologie della sessualità, calo della libido e disfunzione erettile, aveva da anni la cattiva abitudine di frequentare siti Internet pornografici molto spinti”. Il promotore della ricerca è  il professor Foresta, presidente della Società italiana di andrologia e medicina sessualità, andrologo ordinario di Patologia clinica all’Università di Padova – “La fruizione quotidiana di simili immagini – ha rallentato la maturazione cerebrale della sessualità, svincolato il sesso dall’affettività, e fatto perdere d’interesse verso la sessualità reale che invece, per un sano sviluppo, ha bisogno di fantasia. Ed è proprio la fantasia che i siti Internet uccidono veicolando video e foto estremamente disinibiti. La sessualità in Internet è fredda, ripetitiva e questo determina assuefazione e comporta poi, nella vita reale, mancanza di desiderio. Un cambiamento nell’approccio comportamentale di questi giovani ha portato significativi miglioramenti: l’abbandono completo della frequentazione dei siti porno accompagnato dalla lettura di libri che sottolineano un legame forte tra affettività, sessualità e fantasia ha contribuito in maniera importante al rafforzarsi di una sessualità sana, autentica e responsabile”.

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2 commenti

  1. “Non si tratta di bigottismo”


  2. bè è incredibile come la società odierna riesca ad accettare acriticamente cose come la totale sanità psico-fisica della masturbazione cronica. Si è passati dallo smettere di condannare moralmente la masturbazione- dopotutto può essere sicuramente beneficiaria se praticata in modo occasionale e in determinate cirocostanze- al condannare moralmente chiunque anche solo pensi che masturbarsi ogni giorno per ore potrebbe non essere salutare.



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