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I PIEDI: LE NOSTRE ORIGINI

28 febbraio 2011

Iniziamo il nostro viaggio dal basso verso l’alto, cioè a partire dai piedi per arrivare alla testa. Riportando questo percorso sul piano psicologico, si parte dal mondo delle pulsioni, istinti, bisogni biologici, a quello delle emozioni, delle fantasie, delle motivazioni, dei pensieri, del razionale, addirittura dello spirituale.

In questo cammino dal “basso” verso l’”alto”, i piedi simbolicamente rimandano ad un inizio.

I piedi sono la base del corpo umano: da un lato hanno una funzione apparentemente umile, dall’altro rimandano all’idea di movimento. Rappresentano simbolicamente le nostre radici, il contatto. Si trovano in basso rispetto al resto del corpo, legandosi al radicamento, all’essere legati alla propria terra. Anche la forma anatomica del piede ricorda un seme, un fagiolo, quasi un feto ricurvo su se stesso. La stessa espressione “pianta del piede” contiene in sé questa associazione con il regno vegetale (pianta) e richiama l’Albero della Vita. Con questa forma germinale i piedi evocano il potenziale, come  il primo stadio fetale dell’uomo, che rappresenta il punto di partenza di tutta la sua potenzialità.

Nella psicologia bioenergetica si parla di “grounding”.  Lowen, esponente di questa tradizione, ne parla come la capacità dell’individuo di “essere radicato e con i piedi per terra”. Dall’osservazione di come un individuo si “appoggia” a terra, si può comprendere il contatto con il mondo circostante. La postura eretta rappresenta per Lowen quella “dell’adulto responsabile”, in grado di sostenersi sulle proprie gambe e di affrontare in maniera efficace la realtà che lo circonda. Anche il modello Psicofisiologico Integrato Bioesistenzialista (Ruggieri) riprende questo concetto, mettendolo in rapporto con gli equilibri e le tensioni gravitazionali, sottolineando come l’appoggio sia centrale nello sviluppo dell’individuo. In questo senso l’appoggio è da intendersi come autosostegno, capacità di appoggiarsi, di creare una “base sicura interna” (riprendendo la teoria dell’attaccamento di Bowlby), un radicamento psicofisico.

Il significato psicologico legato al tema dei piedi può essere presente anche nei modi di dire comuni presenti nel linguaggio, sotto forma di metafore che in quest’ottica sono concrete:

“Avere i piedi per terra”

“Prendere piede nella vita”.

“Reggersi in piedi con le proprie forze”.

“Giacere ai piedi di qualcuno”.

“Essere un leccapiedi”

“Calpestare gli altri”.

“Essere ai piedi di qualcuno”

Sono frasi che rimandano all’avere un senso della realtà, sostenere il proprio punto di vista, oppure sottomissione, violenza ecc.

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