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La nostalgia

7 marzo 2011
Se vuoi costruire una barca,
non radunare uomini per tagliare legna,
dividere i compiti e impartire ordini,
ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.
(Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, 1943)

 La Nostalgia, parola composta dal greco νόστος (ritorno) e άλγος (dolore), “dolore del ritorno”),  è uno stato psicologico di tristezza e di rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari o per un evento collocato nel passato che si vorrebbe rivivere, spesso ricordato in modo idealizzato.

Il termine Nostalgia, fu coniato nel 1688 da Johannes Hofer, mentre si laureava in medicina presso l’Università di Basilea, discutendo una tesi dal titolo “Dissertatio medica de nostalgia”, sindrome già conosciuta con il nome tedesco di Heimweh, composta da patria (Heim) e pena (Weh).

Ma il sentimento della nostalgia non era sconosciuto. Lo troviamo in campo letterario e poetico nelle parole di Ulisse, oppure in ambito medico come la malattia tipica dei soldati e degli emigranti; è celebrata poi nella musica e nei testi di canzoni e poesie portoghesi e brasiliane (la saudade).

Il sentimento della nostalgia è una tessitura fatta di processi psicofisici, che si nutre di memoria e immaginazione, ingredienti fondamentali per le rappresentazioni mentali che vengono evocate. La nostalgia può riaffiorare mentre siamo felici, anzi, spesso è proprio stimolata da emozioni forti. La nostalgia torna a galla per ricordarci che abbiamo un passato. Il presente convive con il passato, il luogo dove si è fisicamente viene confrontato con il luogo dove si era e si vorrebbe essere, la persona che siamo si trova faccia a faccia con la persona che eravamo. Con questi confronti, quando si immagina il futuro, più bello o più brutto rispetto al presente, può nascere la speranza o il timore.

Secondo il professor Constantine Sedikides, Direttore del Centro di Ricerca sull’identità personale dell’Università di Southampton, Regno Unito, la nostalgia non è una debolezza ma una risorsa: “Le persone nostalgiche sono in realtà le più forti, perché capaci di rimettere insieme i pezzi del passato e fare della vita un percorso compatto.
La nostalgia ha un effetto terapeutico sulla salute mentale – si legge nel report dello psicologo inglese – ed è fonte di positività, importante per affrontare i fantasmi di ieri e vivere con energia il presente”.
La nostalgia è un sentimento che può essere lieve e transitorio, oppure durevole e presente alla coscienza, o insorgere improvvisamente e di prepotenza, con tutte le caratteristiche di una vera emozione, per esempio quando sentiamo parlare il nostro dialetto, quando ascoltiamo un brano musicale; insomma, la  sensazione che si prova di fronte a una vecchia foto, a un tramonto o all’incontro con un ex compagno di scuola non occupa lo spazio di un momento ma fa da ponte tra ciò che eravamo e ciò che siamo, regalandoci la sensazione che la nostra vita abbia avuto un percorso sensato, carico di esperienze ed emozioni, nel bene e nel male.

La nostalgia è un desiderio, e il desiderio è diverso dall’amore. La nostalgia, quando può realizzare il suo percorso, si esaurisce nella meta raggiunta, salvo poi a rinascere e rimettere in moto l’altalena della lontananza che crea il desiderio, e della vicinanza che lo sazia.
Non tutti gli scienziati però concordano con l’interpretazione che vede la nostalgia come un sentimento a connotazione positiva. Secondo alcuni ricercatori della American Academy of Pediatrics, la nostalgia di casa può diventare un vero e proprio disagio. Uno studio su bambini e adolescenti lontani dalla famiglia d’origine ha mostrato che la scarsa fiducia nella novità e l’incapacità di controllare le situazioni inaspettate possono portare i più piccoli ad “ammalarsi di nostalgia”, con conseguenze per il loro equilibrio mentale.

Infatti, da un punto di vista psicologico, la nostalgia rientra nelle sindromi da separazioni, che possono evolvere in quadri depressivi.

Essere stati felici altrove, e nel passato, non è certo ragion sufficiente per essere tristi qui ed ora. Vi è certamente qualcosa di dolce nella nostalgia, è il sentimento che i nostri ricordi ci appartengono e che il nostro passato, nonostante la fine, vive continuamente dentro di noi.
Alcune citazioni celebri sulla nostalgia:

“Il presente si degrada, prima in storia, poi in nostalgia”. (Alain de Botton, Piccola filosofia dell’amore, 1997)

 “Il pensiero di un uomo è innanzitutto la sua nostalgia” (Albert Camus, Il mito di Sisifo, 1942)

 “La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina.” (Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, 1984)

  “La nostalgia non intensifica l’attività della memoria, non risveglia ricordi, basta a se stessa, alla propria emozione, assorbita com’è dalla sofferenza”. (Milan Kundera, L’ignoranza, 2001)

 “La nostalgia è rendersi conto che le cose non erano insopportabili come sembravano allora.” (Legge di Grimes, in Arthur Bloch, La legge di Murphy, 1977)

 “Solamente chi trae l’un dopo l’altro i giorni lontano dagli affetti che prima non si guastano e troppo tardi si apprezzano e amano, può comprendere quanto sia il rimpianto dei beni ignorati per l’anima che si ammala di nostalgia”. (Carlo Maria Franzero, Il fanciullo meraviglioso, 1920)

 “La nostalgia è il desiderio di non si sa cosa.” (Antoine de Saint-Exupéry, Cittadella, 1948 (postumo))

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