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Gli interruttori dell’ansia

11 marzo 2011

Esistono tanti modi per fronteggiare l’ansia: chiedere aiuto; sviscerare questo malessere alla ricerca di una soluzione che ci renda capaci di adattarsi alle situazioni ansiogene. Non dimentichiamo poi le molteplici tecniche di rilassamento utili a placare i sintomi ansiosi. E se la brutta sensazione diventa un vero e proprio malessere, e non si trova un modo per poterne venire a capo è utile rivolgersi agli Specialisti del settore.

I ricercatori della Stanford University in California hanno fatto una clamorosa scoperta. Esiste un meccanismo cerebrale che permette di attenuare i disturbi d’ansia.

Attraverso l’uso della tecnologia “optogenetica” (che rende fotosensibili le cellule cerebrali manovrandole attraverso le differenti intensità di luce), hanno riscontrato che “accendendo”  un determinato circuito nell’amigdala (la parte del cervello che gestisce la paura) è possibile evocare sensazioni di tranquillità e “spegnendolo” si attivano segni di agitazione.

Tachicardie, cefalee, respiri affannosi, attacchi di panico e tutti i sintomi legati l’ansia potrebbero, con questa nuova scoperta, diventare solo un ricordo.

Ma…..è tutto oro ciò che luccica? Ricordiamoci sempre che l’ansia non è nient’altro che un’espressione fisica e che, paradossalmente, provare questo malessere vuol dire che i binomi emozione-cognizione e mente-corpo sono funzionanti.

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