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Le gambe: muoversi nel mondo

14 marzo 2011
Le radici sono importanti, nella vita di un uomo,
ma noi uomini abbiamo le gambe,
non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove.
Pino Cacucci,
Un po’ per amore, un po’ per rabbia, 2008

Proseguendo il nostro percorso dal basso verso l’alto, incontriamo le gambe che presentano una serie di importanti articolazioni: la caviglia, il ginocchio e quella coxo-femorale. Anche le gambe, insieme ai piedi, rispecchiano il radicamento, il grounding. Con i loro muscoli ci permettono di stare in piedi, di reggere il peso del nostro corpo. Anche le gambe entrano a far parte del concetto dell’appoggio, della fiducia, della possibilità di “auto appoggiarsi”.

I muscoli delle gambe, con il loro continuo gioco di tensione e rilasciamento, permettono un appoggio dinamico, cioè la possibilità di scaricare il proprio peso sul terreno e, allo stesso tempo, attraverso il gioco di tensioni muscolari, “rimbalzare”, mantenendo così la postura eretta. Oltre ad essere fondamentali nel mantenimento della postura eretta, le gambe sono il simbolo del movimento. Richiamano l’atteggiamento concreto dell’individuo verso l’ambiente e anche la forza, l’autonomia, il sostegno che l’individuo è in grado di dare a se stesso per muoversi e superare le difficoltà che si incontrano per strada.Le gambe quindi ci riconducono al simbolismo dell’andare avanti nella vita, del dinamismo psicofisico della persona. Le articolazioni della caviglia, del ginocchio e del femore consentono il camminare in modo fluido,  richiamando i concetti di affermazione di sé, del seguire il proprio percorso esistenziale.Nello specifico la caviglia: ci permette di esprimere la nostra capacità di decisione, di cambiare la posizione nella vita. Il suolo simbolizza la realtà e la caviglia ci dà la stabilità o la mobilità, in rapporto con la realtà così come noi la percepiamo.Il ginocchio invece esprime la capacità di adattamento in diverse situazioni: è in grado di ammortizzare i colpi con una lieve flessione, ci permette di cambiare passo di fronte a un ostacolo, di indietreggiare in caso di pericolo. Il ginocchio,  grazie alla sua capacità flessoria, è in grado di piegarsi e, di conseguenza, rimanda al tema dell’umiltà, come nella genuflessione, tipica dei momenti di preghiera, ma anche di un modo di chiedere perdono e di dichiarare senza veli il proprio amore. Umiltà che, in casi estremi, può diventare sudditanza psicologica. La capacità estensoria delle ginocchia invece, permette alle gambe di stare dritte,  e richiama il rigore morale, la determinazione e la fermezza. Spinta all’estremo, questa capacità richiama il tema dell’orgoglio: il non volersi piegare quando la vita richiede una fase di passività e di momentaneo ripiegamento.  Infine va ricordato che, quando si sentono “mancare le gambe”, sono proprio le ginocchia a cedere, a flettersi anche contro la volontà della persona. Ciò indica che esse si collegano ai temi della fatica/stanchezza, ma anche a quelli della cedevolezza.Anche per le gambe, nel linguaggio popolare, esistono delle metafore concrete che rimandano a ciò che esse rappresentano a livello immaginativo:

 Avere buone GAMBE

Darsela a GAMBE

Andare via con la coda tra le GAMBE

Fare il passo più lungo della GAMBA

Essere in GAMBA

Finire a GAMBE all’aria

Prendere qualcosa sotto GAMBAProcedere con le proprie GAMBE

Mettersi le GAMBE in spalla

Correre a GAMBE levate

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