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Opinioni di destra e di sinistra

25 marzo 2011

Non parliamo di politica ma di quello che, fino a qualche anno fa, era una macchia da nascondere, una diversità da annullare, qualcosa che fondeva il magico ed il demoniaco. Scrivere con la mano del demonio era un vizio da sradicare e corretto ad ogni costo. Così è iniziato il calvario di tanti piccoli mancini. Le cose, con il tempo, sono molto cambiate ed oggi, nonostante ci siano ancora alcune sacche di resistenza tra genitori ed insegnanti, sappiamo che l’essere mancini non è una deformazione, ma rappresenta la manifestazione di una prevalenza funzionale di una parte del cervello sull’altra: la destra sulla sinistra.
Gli studiosi del Max Planck Institute e l’Università della Pennsylvania sono andati oltre (d’altronde è proprio negli States che esiste uno dei più alti numeri di mancini) e si sono chiesti se esistono altri aspetti che caratterizzano i mancini, oltre il fatto di utilizzare la mano sinistra. I mancini, proprio in virtù del differente uso del cervello, presentano differenze intellettive o comportamentali? Sono stati selezionati alcuni volontari, mancini e destrimani, ai quali è stato chiesto di scegliere prodotti da acquistare, di selezionare personale da assumere per un lavoro e di indicare soggetti che ritenevano più intelligenti di altri. I risultati danno molti spunti di riflessione: è stato infatti osservato che i mancini tendevano a privilegiare persone o oggetti posti alla loro sinistra, i destrimani invece, tutto ciò che si trovava alla loro destra. I ricercatori, poi, hanno fatto indossare ai volontari un guanto da sci per produrre un cambiamento dell’arto utilizzato con prevalenza. Ha stupito molto lo scoprire che anche i giudizi, i pensieri e le valutazioni, l’intero modo di pensare delle persone cambiavano radicalmente.
Non solo: anche sulla scelta morale più antica, e radicale, quella tra bene e male, sembra abbia avuto influenza la predominanza nell’utilizzo di una parte del corpo. “Le persone di solito pensano che i loro giudizi sono razionali e i loro concetti sono stabili. Ma basta indossare un guanto per alcuni minuti, per invertire i giudizi abituali su ciò che ognuno ritiene giusto o sbagliato. Forse la mente è più malleabile di quanto pensassimo” afferma il dott. Casasanto, uno degli autori della ricerca. E’ dunque sufficiente modificare il lato del corpo con cui maggiormente ci rapportiamo al mondo per variare anche il nostro punto di vista, i nostri schemi mentali, le nostre convinzioni? Anche ciò che è più radicato in noi è così relativo? Non più assoluti ideologici, dunque, prese di posizione esistenziali, ma valutazioni orientate dall’uso della destra o della sinistra?
Non resta che provare ad indossare un guanto… e vedere cosa accade.

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