Archive for aprile 2011

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LA CHIMICA DELL’AMORE

27 aprile 2011

Dando per assodato che l’amore è una specie di magia, cosa può succedere se diamo la ricetta, la formula chimica di questo turbamento che il mondo fa girar?

Dell’amore si è detto e si dirà tanto ma iniziamo con il dimenticare che sia un affare di cuore. Quello che succede realmente riguarda due sostanze chimiche presenti nel cervello e dai livelli ormonali presenti in ognuno di noi.

Dopamina e serotonina, infatti, sarebbero implicate con il ruolo svolto da testosterone ed estrogeni.

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La ricerca della felicità

19 aprile 2011

La felicità è lo stato d’animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri. Filosofi e pensatori hanno cercato la via più breve per raggiungerla senza ottenere grandi risultati. Ma una cosa bisogna dirla: siamo tutti alla ricerca della felicità. “Action for Happiness”, l’associazione di cui fa parte anche il Dalai Lama, tenta una strada nuova per raggiungerla attraverso piccoli passi. Read the rest of this entry ?

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I danni di un’infanzia difficile

19 aprile 2011

Chi ha mai detto “che acqua passata non macina più”? Ecco una ricerca tutta italiana che vi darà da riflettere: i ricercatori dell’Università San Raffaele di Milano e del Consiglio nazionale delle ricerche, hanno dimostrato come, spesso, un trascorso infantile molto difficile porta a difficoltà respiratorie da adulti. Lo studio pubblicato recentemente su ‘American Journal of Medical Genetics’ mette dunque in evidenza come un infanzia complicata e un precoce abbandono da parte dei genitori causa nel bambino, problemi legati alle vie respiratorie. I ricercatori del Cnr di Roma, dichiarano: Questo studio mostra come la separazione precoce dai genitori, crea nel bambino una moltiplicazione del segnale genetico responsabile delle nostre risposte fisiologiche, alterando la respirazione. Questo è un punto di partenza fondamentale per la ricerca pre-clinica su questa patologia. La nostra missione ultima resta quella di aumentare le conoscenze dei meccanismi genetici e ambientali che influenzano manifestazioni ansiose nei bambini e giovani adulti, migliorando le strategie di prevenzione, diagnosi precoce e terapia”. Io aggiungerei: non c’è anche la possibilità che un bambino infelice produca un adulto tabagista e da qui una persona con problemi respiratori?

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Quel fastidioso spazio

19 aprile 2011

Vi è mai capitato di entrare in ascensore o in un tunnel e provare un certo fastidio? Un sentimento di ansia che, per alcune persone, arriva fino all’ insorgere dell’ attacco di panico. Questo malessere ha il tristemente noto nome di claustrofobia ed è molto diffuso più diffuso di quel che si può credere, anche se “solo” il 4% della popolazione è affetta della forma più grave. La paura del chiuso, secondo uno studio, è una fobia che dipende da una sbagliata percezione dello spazio. Gli studiosi della Emory University, infatti, hanno scoperto che le persone claustrofobiche non riescono a valutare bene le distanze orizzontali e che, quindi, percepiscono degli spazi come più grandi di quello che realmente sono. Qualcosa di simile avviene nell’ acrofobia (paura dell’altezza) in cui la percezione sbagliata riguarda le distanze verticali. Non è ancora chiaro se siano queste fobie la causa dell’errore nella percezione dello spazio o viceversa. Ma questo studio potrebbe essere la premessa per conoscere al meglio la causa di queste patologie e, magari,  scoprire trattamenti specifici adeguati.

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Sex blues

8 aprile 2011

A chi non è mai capitato di sentirsi un po’ tristi dopo un rapporto sessuale? Si tratta di un disagio che prende il nome di Sex blues: una vera e propria depressione, se pur momentanea, che scatta alla fine del coito.

Il termine depressione forse non è appropriato ma i sintomi provati sono comunque quelli suoi tipici: ansia, malinconia, tristezza e la classica voglia di piangere.

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Meditazione e dolore

8 aprile 2011

Che  mente e corpo non siano due elementi separati ma che ognuno sia un aspetto dell’altro, oramai è assodato. Ne serve un’altra prova? Da una ricercca pubblicata sul “Journal of Neuroscience” è stato dimostrato come un’attività “mentale” come la  meditazione può ridurre l’intensità del dolore allo stesso modo dei farmaci analgesici.

Gli scienziati hanno selezionato 15 volontari, sani ma senza esperienza di meditazione. Poi li hanno sottoposti a dolore fisico (niente di terribile, hanno solamente applicato una sonda termica ad una gamba e l’hanno portata ad una temperatura di 50°C.).

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Il perdono è femmina

8 aprile 2011

Il perdono è l’ornamento dei forti

Gandhi

Il perdono è uno degli atti d’amore più difficili da attuare perché il nostro cuore è per sua natura resistente alla disponibilità ad andare incontro a chi ci ha fatto del male. Il perdono, infatti, non è da considerare un atto che scaturisce naturalmente: deriva sempre da una scelta volontaria di andare oltre l’offesa subita, per ricostruire un rapporto nuovo.  Questa attività, già di per sé faticosa, non implica dimenticare il dolore che si prova: una sensibilità ferita non si cura con una decisione. Perdonare, però, permette di superare l’astio, il desiderio di vendetta e crea un’apertura di fiducia e disponibilità nei confronti dell’altro.

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