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MAL D’AMORE

4 aprile 2011

 

   

Bello l’amore! Ci si incontra, uno sguardo, una mano sfiorata e tutto sboccia, proprio come un fiore. Che idillio! Ma, purtroppo, non sempre le cose finiscono con la stessa bellezza con cui iniziano. Quando una storia finisce e la sensazione di abbandono prevale su tutto, si soffre, e si soffre per davvero. Il cuore non c’entra: tutto parte dal cervello, che crea uno stato di sofferenza quando si viene tagliati fuori dalla vita del partner. È un po’ come se si accendesse l’interruttore del dolore, col risultato che le pene dell’amore bruciano proprio come quelle del corpo.

Quante volte, dopo un la fine di una storia importante, abbiamo detto di aver preso “una bella botta?”.  Secondo uno studio condotto dall’Università del Michigan, questo tipo di esperienze fa male proprio come «una botta in testa». L’esser lasciati dal partner o il sentirsi rifiutato, infatti, attiva le stesse aree neurali accese da esperienze fisiche dolorose, come se le pene del cuore bruciassero come quelle del corpo.
I ricercatori hanno coinvolto un gruppo di volontari che erano stati appena “lasciati” dal partner da poco e, quindi, ancora con la sensazione di tristezza per il rifiuto e l’abbandono ancora vivida.  Esaminando la risonanza magnetica del cervello mentre si richiama alla loro memoria la ferita dell’abbandono, e successivamente quella effettuata dopo aver provocato loro un piccolo dolore fisico, hanno osservato che in risposta al dolore sia fisico che emotivo, avevano entrambe attivato nel cervello la stessa area. La corteccia secondaria somatosensoriale e l’insula dorsale posteriore, aree legate finora solo a stimoli fisici dolorosi, si sono attivate anche per i mali del “cuore”: le pene d’amore, quindi, sono dolorose come quelle del corpo.

Non è la prima volta che vengono analizzati con una ricerca gli effetti provocati dall’interruzione di una relazione sentimentale sul nostro cervello. Di recente era stato ad esempio dimostrato come la rottura traumatica di una storia d’amore lascia ferite simili a quelle che provoca la tossicodipendenza: in chi guarda le foto del partner che l’ha lasciato, vengono attivate aree del cervello legale al desiderio, alla dipendenza dalle droghe e dal dolore. Si scatena dunque una sorta di crisi di astinenza dall’amato perduto, e l’ex partner diventa la droga che lo appaga.

«Questo ci dice quanto alcune volte possa essere seria l’esperienza di un rifiuto, l’obiettivo finale è comprendere che tipo di approccio terapeutico possa essere messo in atto per alleviare questa reazione dolorosa» hanno commentato i ricercatori. Insomma, il team vorrebbe trovare una cura alle pene d’amore. Poco romantico? Forse, ma certamente utile. Anche perché, ha concluso il ricercatore, nulla esclude che il dolore emotivo possa in qualche modo incidere sul modo in cui percepiamo il dolore fisico, facendocelo sembrare ancora più intenso.

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3 commenti

  1. bello, io ho apena finito cn un ragazzo e questo testo mi ha fatto ricorare lui…………. o.o


  2. bello, io ho appena finito cn un ragazzo…… questo testo mi ha commosso….. o.o


  3. MY BOYFRIEND!
    I LOVE MY BOYFRIEND!
    HE NOT LOVE ME!



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