h1

Il perdono è femmina

8 aprile 2011

Il perdono è l’ornamento dei forti

Gandhi

Il perdono è uno degli atti d’amore più difficili da attuare perché il nostro cuore è per sua natura resistente alla disponibilità ad andare incontro a chi ci ha fatto del male. Il perdono, infatti, non è da considerare un atto che scaturisce naturalmente: deriva sempre da una scelta volontaria di andare oltre l’offesa subita, per ricostruire un rapporto nuovo.  Questa attività, già di per sé faticosa, non implica dimenticare il dolore che si prova: una sensibilità ferita non si cura con una decisione. Perdonare, però, permette di superare l’astio, il desiderio di vendetta e crea un’apertura di fiducia e disponibilità nei confronti dell’altro.

Il perdono, però, non è facile per tutti e non nello stesso modo: in media sono più portate al perdono le donne rispetto agli uomini, riuscendo a vincere la chiusura, a superare il rancore verso chi le ha offese. E’ quanto emerge da uno studio svolto presso la facoltà di Psicologia dell’Università dei Paesi Baschi.

Le due ricercatrici, C. Maganto e M. Garaigordobil, hanno rivelato che uomini e donne concordano sulla definizione di perdono come assenza di rancore, ma che  le donne hanno una dote essenziale per la costruzione di rapporti solidi, profondi e duraturi: l’empatia.

La capacità di entrare in sintonia con il vissuto ed i sentimenti degli altri e, dunque, anche di comprendere le ragioni nascoste dietro ad un errore commesso, è prettamente femminile. Da qui la maggiore propensione al perdono da parte delle donne.

Ma anche la famiglia può fare molto nell’insegnamento della tolleranza: in una casa nella quale si è sempre respirato un clima di comprensione ed indulgenza, è facile che i figli manifestino poi la capacità di andare oltre le offese ricevute, senza serbare rancore.

Ma anche l’equilibrio personale e le maggiori esperienze di vita hanno il loro peso. Sempre secondo i risultati dello studio spagnolo, i genitori perdonano con maggiore facilità rispetto ai figli. I ragazzi, infatti, hanno bisogno di più tempo per elaborare il risentimento di fronte ad un’ingiustizia ricevuta e far scaturire poi il perdono.

La letteratura scientifica è ormai concorde nell’affermare che la disponibilità a perdonare mettendo da parte il passato e proiettarsi verso il futuro poggiando su basi nuove, sia la prova di una forza caratteriale. La tendenza a serbare rancore, a meditare vendetta, è fonte di  ansia e stress, che possono sfociare in sintomi depressivi ed avere conseguenze anche fisiche a livello di tensione muscolare e problemi circolatori.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...