Archive for luglio 2011

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Alitosi: allontanare gli altri

30 luglio 2011

 

Il risultato concreto dell’alitosi è quello di allontanarsi da un dialogo ravvicinato, evitando scambi più confidenziali, come sfuggire l’intimità di un bacio. Ma da un punto di vista più emotivo e profondo potrebbe simboleggiare una forma di aggressività che non ha altri canali di sfogo. L’alitosi comunque rappresenta un malessere interno e profondo che, oltre a creare difficoltà relazionali, comporta pensieri ed emozioni stagnanti. Non è casuale che questo problema sia legato a disturbi digestivi, dove lo stomaco fatica a digerire il cibo, cioè quello che entra dal mondo esterno, così come i pensieri diventano continue ruminazioni quando si fa fatica ad accettarli e ad affrontarli.

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Il letto: il lato divertente della convivenza

27 luglio 2011

Molto spesso il letto è il luogo dove emerge il lato divertente della convivenza . E’ anche il luogo dove si può essere offesi, furiosi, delusi, a luci spente.

Quando le persone sposate e/o conviventi parlano di sesso con gli altri, sono quattro i temi ricorrenti:

  • le donne si raffreddano più in fretta degli uomini;
  • alcune non si eccitano mai;
  • le donne comprendono che gli uomini sono vittime della loro stessa anatomia, ma chi ha tempo per questo quando c’è da pulire il forno?
  • gli uomini non capiscono niente.

Il sesso dovrebbe essere bello e divertente, e nella coppia anche esclusivo; e se godete di buona salute, dovrebbe essere regolare.

All’inizio della storia è sicuramente eccitante e interessante. Con il tempo dovreste renderlo più interessante. Infatti, nella coppia, dopo qualche anno, la sessualità perde lo slancio iniziale. Due sono i motivi principali: lo stress delle popolazioni industializzate (“il sesso non vuole pensieri” dicono a Napoli) e l’istinto di accoppiamento maschile.  Per permettere la massima riproduzione della specie, infatti, l’uomo è portato a cercare e fecondare donne sempre diverse. Le donne lo considerano un alibi, ma per gli uomini è un “supplizio”. Pensate un pò se capitasse alle donne di cercare uomini diversi per eccitarsi… quando succede gli appellativi utilizzati non perdonano….!!

Per fare molto sesso quindi, bisognerebbe non essere sposati e vivere in una piccola cittadina di provincia.

to be continued…

 

 

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E’ la volta dei parenti!

27 luglio 2011

Quando sposate qualcuno sposate il suo passato, le sue radici, e naturalmente i suoi parenti!

All’inizio la famiglia sarà una piacevole curiosità da scoprire, un funzionale cambiamento rispetto alla vostra… Quello zio strano che se fosse vostro vi farebbe morire dalla vergogna; la nonna che racconta sempre storie sull’infanzia della vostra metà; la zia fattucchiera che, leggendoti la mano dice che siete fatti l’uno per l’altra, che avrete tanti figli e che vivrete felici e contenti per tutta la vita, mentendo, naturalmente, al solo scopo di piazzare il nipotino; il fratello scapolo che si è fatto cinque cameriere, tre colf e sette badanti, obbligando tutti a cambiarle continuamente, etc.

Ma il vero fulcro di tutto sono i genitori! Read the rest of this entry ?

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Una scena già vista: il fenomeno del deja vù

27 luglio 2011

Immaginiamo che, in questo momento, mentre stiamo leggendo, ci capiti la sensazione chiara, netta, precisa, di aver già vissuto questo momento. La domanda che ci poniamo di solito, quando viviamo questo genere di esperienze, è se la scena si è sognata precedentemente. Così si passa ad analizzare la situazione per capire se è simile in qualcosa ad un altro momento; ma poi, mentre la scena svanisce, lasciandoci perplessi, si finisce col rendersi conto che tutti i dettagli della scena sono riconducibili ad un unico preciso momento che si ha la sensazione di aver già vissuto. Avvertiamo con consapevolezza che la nostra percezione non corrisponde ad alcun ricordo effettivo.

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FA PARTE DELLE NOSTRE RADICI

27 luglio 2011

L’istinto della possessione sfocia in emozioni “di pancia”, reazione che affonda le radici nella natura dell’uomo.  Come l’amore, l’odio, la gioia, anche la gelosia è un sentimento rintracciabile in tutti i tempi e in tutte le culture. In passato era legittimata; durante gli anni della liberazione sessuale è stata rinnegata e nascosta; oggi la riscopriamo e talvolta la consideriamo benefica per la coppia. La gelosia è la paura che il nostro oggetto d’amore possa, abbandonarci, trascurarci, rifiutarci preferendo qualcun altro a noi. È questo il tarlo che tiene continuamente il geloso in uno stato di allerta, con dubbi e sospetti. Secondo studi antropologici, la gelosia sarebbe nata circa un milione e mezzo di anni fa, nelle pianure africane. Sembra trattarsi di un comportamento connesso all’istinto di sopravvivenza e legato alla protezione che l’uomo dava alla madre dei propri figli e al territorio che gli dava la sussistenza; ma che anche la donna aveva nei confronti dell’uomo portatore di risorse.

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Il tradimento

18 luglio 2011

Il tradimento provoca spesso reazioni molto intense: emozioni di sorpresa, paura, dolore, delusione, disorientamento, rabbia e conflitto interiore sul da farsi. Tuttavia il giusto atteggiamento mentale può aiutarci ad affrontare questo avvenimento nel modo migliore e a non incappare in alcuni errori che potrebbero complicare le cose.
Cosa fare dopo un tradimento?
-Vivi le tue emozioni di rabbia e di sconforto: prenditi i tuoi spazi per elaborare questo “lutto” senza fingere un’indifferenza che non stai provando.
– E’ inutile e infruttuoso decidere subito cosa fare: datti tempo per comprendere. Può essere indicato un temporaneo distacco per non surriscaldare gli animi ancora di più.
-Aumenta le frequentazioni “esterne”: frequenta amicizie solo tue o cercane di nuove. Ciò aiuterà la mente a non chiudersi in pensieri sul tradimento e ti aiuterà a rinnovare la percezione di te.

– Concediti qualche piccola “coccola”: un viaggio, rinnova il guardaroba, regalati qualcosa che desideravi da tempo.
Ma soprattutto evita di fare gli errori tipici del dopo-tradimento:
– Cercare di riconquistare il partner annullandosi e umiliandosi.
– Estendere la delusione a tutti i rapporti, diventando cinici.
– Mettersi in competizione e confronto con l’amante del partner.
– Continuare il rapporto in un clima di sospetto.

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Sapere litigare è salutare per la coppia

18 luglio 2011

Anche se può sembrare strano, litigare fa bene alla coppia. Purché le persone coinvolte siano capaci di “farlo bene”. Litigare infatti aiuta a scaricare le tensioni e riporta in circolo un’energia che stava ristagnando all’interno del rapporto, rompe la routine ricreando equilibri sempre nuovi. In più, riaccende l’eros. Ma quali sono le regole per litigare nella miniera “giusta”? Spesso durante un confronto la discussione viene inquinata da elementi estranei e dannosi: rivendicazioni, orgoglio, vittimismo, ricatti morali, tentativi manipolatori, lamenti. Sono tutte “sostanze tossiche” che avvelenano il dibattito trasformandolo in un dialogo poco costruttivo. La prima regola è avere chiaro il motivo per cui si sta discutendo senza rivangare situazioni passate: il dialogo deve essere circoscritto al problema presente. Se hai critiche da fare al partner, non manifestarle davanti agli altri. Lo metti a disagio, scateni il suo rancore e apri l’intimità della coppia a chi non c’entra. Allo stesso modo, quando discuti o litighi con lui, non coinvolgere altre persone per cercare alleanze. Anche in quei momenti rispetta la privacy della coppia, ma anche quella degli altri. Non trattare la relazione come uno “spazio” in cui sfogarsi e rovesciare tutti i tuoi problemi: la coppia non è la pattumiera della tua vita. Trova invece il contesto adatto per dire al partner ciò che pensi, aiuta a non accumulare risentimenti. Per le comunicazioni importanti cogli l’istante più adatto: no ai momenti in cui siete stanchi, nervosi o impegnati con altro. Così come è sbagliato anche proporre all’improvviso un problema serio o una critica in un momento di grande gioia e divertimento. Se vi accorgete che le discussioni con il partner portano a dire sempre le stesse potete provare l’esercizio del litigio “in camera oscura”: scegliete una stanza nella casa, fate buio totale e sedetevi comodamente, alla distanza preferita. Dopo un minuto di silenzio, iniziate a parlare, spiegatevi, argomentate, ma senza mai accendere la luce per guardarvi in faccia. Siete presenti l’uno all’altro solo in forma di parola. Questa tecnica aiuta a far scattare una maggiore complicità tra i due e migliore quindi l’intesa comunicativa. In più obbliga a relazionarsi con l’altro solo attraverso le parole e quindi a sceglierle con la massima attenzione, migliorando la qualità del colloquio.

 

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