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La gelosia

4 luglio 2011

La gelosia ha da entrar nell’amore,

come nelle vivande la noce moscata.

Ci ha da essere, ma non si ha da sentire.

Francesco Algarotti, Pensieri diversi, 1765 (postumo)

 

La gelosia, definita nel linguaggio popolare Mal d’amore, è un’emozione, un sentimento che ha un contenuto proposizionale e degli antecedenti che sono presenti a livello cosciente.

Canzoni, detti popolari spesso asseriscono che l’amore coincida con la gelosia. Anche se alcuni sostengono che la gelosia e egoismo siano sinonimi.

In una relazione affettiva si desidera l’esclusività e ogni minaccia rivolta a questa esclusività viene vissuta con timore e il rischio di perdere il legame è vissuto dolorosamente. Quindi la gelosia è accompagnata dalla paura, rabbia, a volte dalla violenza, dalla perdita di controllo di sé, dalla costrizione.

Ma se amore vuol dire gelosia, l’amore senza gelosia è o non è amore?
Il punto è che non siamo abituati ad esplorare le nostre emozioni e i nostri sentimenti, e nel caso della gelosia si ha un’oscillazione tra la difficoltà nel riconoscerla e la tendenza ad ammetterla come un tratto di personalità: sono geloso/a, non c’è niente da fare.

Dunque, la gelosia è certamente qualcosa di difficile da definire.

Gli psicologi suddividono questo stato d’animo sulla base dell’oggetto verso cui è rivolto: cosa, persona o anche situazione. Nel primo caso si tratta di un desiderio di esclusività per gli oggetti, alcuni o tutti, che ci appartengono e che non vorremmo vedere mai utilizzare da altri, e questa è la gelosia cosiddetta materiale. La seconda forma, decisamente la più nota, è la gelosia romantica, ovvero il forte timore di perdere l’affetto, le attenzioni esclusive della persona che amiamo. Esiste anche una gelosia da competizione sociale che si manifesta con il desiderio di ottenere un bene, non necessariamente materiale (quindi anche il successo, una buona posizione sociale, etc.) che non si ha ma che si ritiene di meritare o di poter raggiungere. La gelosia sociale può essere rivolta anche a persone: un personaggio che conta, un capo, un collega molto stimato, socialmente inserito o influente in grado di elargire favori.

La gelosia nei confronti di un partner è certamente quella più indagata. Cantata dai poeti, celebrata dalla cinematografia, dalla narrativa e anche dalla cronaca nera, consiste nella paura di perdere l’oggetto del nostro amore. Paura che si manifesta tipicamente con emozioni contrastanti, per il partner e per il/la rivale: nei confronti del primo, infatti, proviamo un aumento del desiderio e dell’interesse associato però a rabbia e ostilità. Per il secondo un ovvio desiderio di annullamento che paradossalmente però è tanto più forte quanto più questa persona dimostra di possedere le caratteristiche che noi riteniamo di non avere ma che vorremmo avere e che consideriamo valori: intelligenza, cultura, avvenenza. Insomma, banalizzando, sostanzialmente temiamo di più coloro che stimiamo di più.

Quindi la dinamica del sentimento di gelosia sembra essere costituita dalla convinzione che alcuni rapporti personali si configurino come una forma di possesso e diano il diritto di richiedere o vietare determinati comportamenti; dal timore che il rivale voglia o possa insidiare il possesso e il godimento della persona amata provocandone la perdita completa o anche parziale; dalla previsione che se ciò dovesse accadere, la persona gelosa ne avrebbe un danno, cioè una sofferenza per la perdita dell’oggetto d’amore o della sua esclusività con una conseguante ferita nell’immagine di Sé.

Potrebbero essere indispensabili questi tre ingredienti per parlare di gelosia?

In un’analisi più approfondita, riguardo ad esempio al sentimento di possesso o di diritto sulla persona amata, sappiamo che si può essere gelosi anche di una persona che quasi non conosciamo, o del partner di un altro/a. Sul timore potremmo dire che, sia nel caso di fedeltà certa della persona amata sia in assenza di veri rivali nella realtà, la gelosia dovrebbe scomparire, ma non accade! Infatti, la gelosia scatta anche per minuscoli comportamenti di sospetto che possano mettere a rischio la fedeltà. Infine, sul danno potremmo aggiungere che se la persona amata cessa di essere amata, la sua eventuale perdita non dovrebbe creare sofferenza… ma accade di provare gelosia, ad esempio, alla notizia che la ex-fidanzata/o, da cui ci si è felicemente separati, ha un altro compagno/a!

Dunque potremmo dire che le circostanze esterne della gelosia si collocano lungo un continuum, dove da una parte si situano i tre suddetti ingredienti, situazioni presenti nella realtà, e dell’altra si pongono le paure alimentate da processi psicologici della persona gelosa.

Forse la motivazione autentica di questo sentimento non va cercata nel tipo di partner o di situazione amorosa giusta o sbagliata, bensì nel nucleo profondo del carattere di ogni individuo e in quella parte di mistero che esso custodisce.  La gelosia dipende da come si è stati amati nell’infanzia? Anche, eppure vi sono fratelli e sorelle cresciuti nella stessa famiglia alcuni dei quali manifestano una normale sicurezza emotiva, altri un costante bisogno di rassicurazione e una gelosia invincibile. Alcuni autori la considerano un istinto, quasi come quello di conservazione e di sopravvivenza, un impulso che si trasmette in modo ereditario e ciò è dimostrato dal fatto che fin da piccoli siamo gelosi (pensiamo alla gelosia di un bimbo quando nasce il fratellino).

E’ importante distinguere fra gelosia “normale” e gelosia “patologica”. La gelosia normale è inseparabile dall’amore per il partner, ed è sempre presente a livelli accettabili. Anzi se non ci fosse si potrebbe addirittura dubitare se è vero amore! Inoltre serve a far sentire l’amato veramente amato, perché attraverso la gelosia manifestiamo la paura di perderlo. Invece parleremo di gelosia “patologica” quando essa assume le seguenti caratteristiche:

  • controllo di ogni comportamento dell’ “altro”;
  • paura irrazionale dell’abbandono e tristezza per la possibile perdita;
  • sospettosità per ogni comportamento relazionale del partner verso persone dell’altro sesso;
  • aggressività persecutoria verso il partner;
  • invidia ed aggressività verso i possibili rivali;
  • sensazione d’ inadeguatezza e scarsa autostima.

La gelosia, quella patologica è, dunque, il timore di perdere qualche cosa che si ritiene essenziale per il proprio benessere e che questo qualcosa, che si ritiene essenziale, altri possano impossessarsene. Essa si manifesta anche in assenza di qualsiasi motivo valido. Spesso proprio la gelosia è in alcuni casi la causa della rottura di una relazione. La gelosia patologica prende origine da sospetti o circostanze infondate, affondando la sua vera natura in un’angoscia che prende forma nella mente senza nessun riscontro nella realtà. Quest’angoscia produce delle vere e proprie rappresentazioni mentali in cui si “costruisce” il “rivale” e le “prove d’infedeltà” e la realtà effettiva viene interpretata erroneamente. Tutto ciò può arrivare a dei veri e propri “deliri di gelosia” che spesso sono all’origine di veri e propri fatti di cronaca come i delitti passionali.

Uno studio pubblicato di recente da psichiatri e neuropsichiatri italiani mostra che le persone molto gelose presentano una anomalia a carico del sistema serotoninergico, in particolare possiederebbero meno recettori per la serotonina – un neurotrasmettitore, ovvero una molecola che mette in connessione le diverse parti del nostro sistema neuroendocrino – e almeno un disturbo di tipo psichiatrico. In questo senso la gelosia, naturalmente quella che supera i limiti della normalità, potrebbe essere paragonata a un vero disturbo.

Purtroppo la gelosia patologica è comunemente considerata un difetto di carattere, un atteggiamento quasi sempre privo di ogni giustificazione, perché nasce quando trattiamo le persone che amiamo come oggetti di nostra proprietà. In realtà la gelosia non sempre è un sentimento “sano”. Ed è per questo motivo che si sottolinea che la gelosia o le eccessive attenzioni del partner sono piacevoli fino a quando non limitano la nostra libertà e sono accettate da entrambi i membri della coppia.

Spesso ci si chiede se esistono differenze tra uomini o donne. Non ci sono sostanziali differenze di genere nei confronti dell’intensità, della durata e della frequenza della gelosia romantica. Probabilmente perché sia gli uomini che le donne nel corso della loro storia naturale hanno dovuto essere gelosi. I primi perché il desiderio di possesso esclusivo della femmina rappresentava un sistema per essere sicuri della paternità, per le seconde un modo per garantire per sé e per i figli una assistenza materiale, in pratica cibo e protezione adeguati. Esiste però uno stile maschile e uno femminile di essere gelosi: gli uomini tenderebbero in caso di tradimento ad affrontare il problema apertamente con la partner e semmai con il rivale. Le donne sembrano esternare meno la gelosia e i comportamenti connessi di aggressività e ostilità sia con il compagno che con l’altra. Tuttavia sarebbero vittime di pensieri negativi più di quanto lo siano gli uomini, rischiando più di loro la depressione (gelosia depressiva: non ci si sente all’altezza del partner) e patologie psicosomatiche. Per completare l’identikit del geloso: i celibi sono più gelosi dei coniugati mentre tra i giovani prevale la forma più preoccupante di gelosia, la paranoia, che consiste in una sospettosità costante ed eccessiva.

Per concludere, è importante sottolineare che la persona amata è un Valore e non un  possesso. Non ci appartiene, appartiene a se stessa anche nel momento che dice “ti amo, sono tua”.

Perché se da un lato amore vuol dire gelosia, desiderio di attenzioni di quella persona così cara, dall’altra parte gelosia vuol dire distruzione dell’amore. Infatti nel momento in cui consideriamo l’altro un possesso vogliamo che ci appartenga interamente proprio perché non gli apparteniamo.

Questa distinzione fra valore e possesso è una non facile conquista, capace però di dare significato positivo ad un rapporto e di promuoverne la crescita.

Come ci si può arrivare? Creando fra noi e il partner uno spazio di libertà reciproco, che si esprime in grandi e piccole, ma sempre preziose, autonomie: di starsene un’ora in solitudine a leggere o ascoltare musica, di coltivare un proprio hobby, di scegliere una nuova attività anche se il partner non è d’accordo.

Ma può un istinto ambiguo come la gelosia essere riconosciuto dalla mente al momento giusto? E’ come immaginare una danza sul filo. E’ una sfida che una personalità ottimista e armoniosa può vincere giorno per giorno.

Sulla gelosia, in letteratura, troviamo:

La gelosia è un mostro dagli occhi verdi che dileggia la carne di cui si nutre. 

William Shakespeare, Otello

Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, 1977

Gelosia. L’altra faccia dell’amore.

Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Si è veramente guariti di una donna solo quando non si è più neppure curiosi di sapere con chi ci dimentica.

Paul Bourget, Fisiologia dell’amore moderno, 1891

Nella ricerca del tormento, nell’accanimento alla sofferenza, solo il geloso può competere con il martire. Eppure, si canonizza l’uno e si ridicolizza l’altro.

Emil Cioran, Sillogismi dell’amarezza, 1952

Non l’amore è cieco, ma la gelosia.

Lawrence Durrell, Justine, 1957

La gelosia è un abbaiar di cani che attira i ladri.

Karl Kraus, Pro domo et mundo, 1912

La gelosia nasce sempre con l’amore, ma non sempre muore con esso.

François de La Rochefoucauld, Massime, 1678

La gelosia si nutre di sospetti, e si trasforma in furia o muore nel momento in cui il sospetto si tramuta in certezza.

François de La Rochefoucauld, Massime, 1678

V’è una gelosia villana che è un diffidare della persona amata; v’è una gelosia delicata che consiste nel diffidare di sé.

Filippo Pananti, Avventure e osservazioni sopra le coste di Barberia, 1817

Chi non è geloso anche delle mutandine della sua bella, non è innamorato.

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

È incredibile come la gelosia, che passa il suo tempo a fare piccole supposizioni nel falso, abbia poca immaginazione nello scoprire il vero.

Marcel Proust, Albertine scomparsa, 1927 (postumo)

Un geloso trova sempre più di quanto cerchi.

Madeleine de Scudéry, Choix de pensées

La donna raramente ci perdona d’essere gelosi; ma non ci perdonerà mai di non esserlo.

Paul-Jean Toulet, Monsieur de Paur, 1898

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