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La genetica della felicità

4 luglio 2011

Il sogno di tutti? Stare bene fisicamente e mentalmente.

Per il benessere fisico, i consigli sono sempre gli stessi: vita sana, un po’ di attività fisica, ecc. Per quel che concerne il benessere psicologico i fattori che lo influenzano sono essenzialmente due. Lo stare bene con sé stessi è un fattore sia genetico che ambientale. Sono proprio gli stili di vita e l’ambiente, oltre al dna, a determinare quanto si può essere felici.

Lo dice il Psychological Medicine che ha recentemente pubblicato uno studio del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) dell’Istituto Superiore di Sanità: la ricerca è stata svolta su 742 coppie di fratelli gemelli per quantificare il grado di benessere psicologico.

Attraverso i test gli individui danno un punteggio alla loro vita e a loro stessi riguardo a sei ambiti: l’autonomia, le relazioni positive e basate sulla fiducia con gli altri, la crescita personale, l’autoaccettazione, l’avere uno scopo nella vitae la padronanza ambientale.

Antonella Gigantesco e Corrado Fagnani, coautori dello studio suddetto, sostengono che “il benessere psicologico è influenzato sia da fattori ambientali non condivisi in ambito familiare che da fattori genetici”: il dna avrebbe la meglio nel gestire i rapporti interpersonali, mentre l’ambiente sarebbe fondamentale per quanto riguarda la capacità di affrontare lo stress e di agire autonomamente e la sfera di esplicitazione delle proprie capacità – aree rispettivamente dell’autonomia e della crescita personale.

Lo studio del CNESPS è servito per cercare di individuare dei fattori che potessero influire sul benessere mentale e, tramite esso, su quello fisico: aiutare a migliorare il secondo è compito della medicina, ma per il primo non sempre la attuale psicologia e psichiatria possono fare molto – basti pensare al “semplice” stress che compromette la qualità di vita di ciascuno di noi.

Non dimentichiamo mai che il benessere psicologico è altrettanto importante quanto quello fisico, tanto più che la mancanza del primo abbassa notevolmente le difese immunitarie rendendo l’individuo più esposto alle malattie e allo stress.

Quello che è importante non è la felicità pura, ma la propensione alla felicità e la nostra capacità ad attuarla. Ciò che conta, quindi, è la sensazione di farcela nonostante tutto, di essere in grado di affrontare la vita di tutti i giorni col sorriso e di continuare, nonostante gli ostacoli, a crescere a prenderci cura di noi e dei nostri cari. 

Il segreto del vivere bene non è poi così celato: basta saper guardare e apprezzare cose che in genere non contano, basta accettarsi per quello che si è e imparare, una volta per tutte, a volerci bene davvero!

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