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L’abbigliamento parla

4 luglio 2011

“C’è solo un occasione per dare una prima impressione”. Immediato, efficace e silenzioso, il nostro “apparire” ci aiuta a presentarci agli altri e a formulare giudizi.

L’opinione di Giovanni Scibilia, sociologo e studioso di consumi è che: “l’immagine è sempre più importante anche se non si riduce ad un singolo elemento ma all’insieme delle cose, a come s’indossano e al fisico“.

Judi James esperta in Body language, autrice di “Hai le scarpe giuste per chiedere un aumento?”, ci aiuta a conoscere meglio il prossimo attraverso un breve vademecum.

Elementi fondamentali per comprendere gli altri e il loro modo di porsi sarebbero: il taglio dei capelli, il colore degli abiti, il modello di scarpe, la grandezza della borsa e, per i signori uomini, la fantasia della cravatta.

Secondo l’esperta ad essere rivelatrici sarebbero soprattutto le scarpe: infatti, le calzature rivelerebbero i pensieri segreti più di mille parole. Si scopre così che chi indossa il tacco plateau, ha delle manie di controllo e punta a sovrastare gli uomini. Mentre, chi indossa scarpe comode, soprattutto in sala riunioni, è destinata a perdere nel duello con la collega dal tacco a spillo… forse perché quest’ultima dimostra di non temere il sacrificio nella scalata al potere. Anche le scarpe degli uomini hanno qualcosa da raccontare: le stringate sono scelte da chi ha una natura meticolosa, un intellettuale o uno stratega. Chi predilige il mocassino sarebbe un “maschio alfa” pigro, che non perde tempo e delega la fatica. Chi indossa gli scarponcini in camoscio preferisce aggirare le regole ma, spesso, non è destinato a fare carriera.

La borsa, come la psicanalisi insegna, svela molto della persona che l’indossa. Chi ne sceglie una con molte tasche, non è ben organizzata ed è vittima dello stress. La tracolla dimostra un approccio pratico alla vita mentre, chi possiede un’ordinatissima pochette, ha manie d’autodisciplina. L’uomo con lo zaino, invece, coniuga i tratti dell’alpinista con quelli dell’impiegato.

Per quel che riguarda i capelli c’è molto altro da dire. Sarà anche vero che gli uomini preferiscono le bionde ma è pur vero che queste vengono considerate infantili ed innocenti. Alle brune è riconosciuta più intelligenza e decisione. Ed ecco la rivalsa definitiva delle more: guadagnerebbero addirittura il 71% in più rispetto alle rivali. Per gli uomini, a sorpresa, il tanto discusso “riportino”, che di certo dona poco fascino rispetto le conquiste amorose, svela un carattere deciso: guai a tagliare la strada a colui che si attacca con tenacia ai pochi capelli rimasti!

Anche il modo di muoversi, compresi i piccoli tic, sono rivelatori della personalità dei nostri interlocutori: toccarsi i capelli è un rito auto-consolatorio, battere ritmicamente il piede rivela impazienza, mangiucchiare una penna denuncia distrazione mentre giocare con gli occhiali rivela la tendenza ad estraniarsi.

Il colore della camicia maschile “parla”: chi la sceglie bianca merita fiducia, così come chi abbina la camicia azzurra alla cravatta bordeaux.

Insomma, mentire con l’abbigliamento è altrettanto arduo che mentire con le parole. “L’importante è non cadere nel mimo, se non si porta mai la cravatta inutile indossarla per un colloquio, si rischia di essere ridicoli e…smascherati.

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