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Sapere litigare è salutare per la coppia

18 luglio 2011

Anche se può sembrare strano, litigare fa bene alla coppia. Purché le persone coinvolte siano capaci di “farlo bene”. Litigare infatti aiuta a scaricare le tensioni e riporta in circolo un’energia che stava ristagnando all’interno del rapporto, rompe la routine ricreando equilibri sempre nuovi. In più, riaccende l’eros. Ma quali sono le regole per litigare nella miniera “giusta”? Spesso durante un confronto la discussione viene inquinata da elementi estranei e dannosi: rivendicazioni, orgoglio, vittimismo, ricatti morali, tentativi manipolatori, lamenti. Sono tutte “sostanze tossiche” che avvelenano il dibattito trasformandolo in un dialogo poco costruttivo. La prima regola è avere chiaro il motivo per cui si sta discutendo senza rivangare situazioni passate: il dialogo deve essere circoscritto al problema presente. Se hai critiche da fare al partner, non manifestarle davanti agli altri. Lo metti a disagio, scateni il suo rancore e apri l’intimità della coppia a chi non c’entra. Allo stesso modo, quando discuti o litighi con lui, non coinvolgere altre persone per cercare alleanze. Anche in quei momenti rispetta la privacy della coppia, ma anche quella degli altri. Non trattare la relazione come uno “spazio” in cui sfogarsi e rovesciare tutti i tuoi problemi: la coppia non è la pattumiera della tua vita. Trova invece il contesto adatto per dire al partner ciò che pensi, aiuta a non accumulare risentimenti. Per le comunicazioni importanti cogli l’istante più adatto: no ai momenti in cui siete stanchi, nervosi o impegnati con altro. Così come è sbagliato anche proporre all’improvviso un problema serio o una critica in un momento di grande gioia e divertimento. Se vi accorgete che le discussioni con il partner portano a dire sempre le stesse potete provare l’esercizio del litigio “in camera oscura”: scegliete una stanza nella casa, fate buio totale e sedetevi comodamente, alla distanza preferita. Dopo un minuto di silenzio, iniziate a parlare, spiegatevi, argomentate, ma senza mai accendere la luce per guardarvi in faccia. Siete presenti l’uno all’altro solo in forma di parola. Questa tecnica aiuta a far scattare una maggiore complicità tra i due e migliore quindi l’intesa comunicativa. In più obbliga a relazionarsi con l’altro solo attraverso le parole e quindi a sceglierle con la massima attenzione, migliorando la qualità del colloquio.

 

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