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Primo giorno di scuola

12 settembre 2011

 

Una poco lieta costatazione: le amatissime vacanze estive sono finite. E’ tempo di tornare ognuno ai proprio impegni e per i più giovani: il primo giorno di scuola.

Così i nostri ragazzi iniziano a essere stressati, ansiosi, agitati. “Oggi come 40 anni fa il ritorno a scuola può essere fonte di preoccupazione, ma la minaccia non è più quella di un castigo -conferma Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra esperto di adolescenti – Il timore per ragazzi è di fare brutta figura con i compagni sulla passerella della scuola e di deludere le aspettative dei genitori che vogliono ragazzi di successo. Non si tratta più di una paura etica, ma di una paura estetica, non legata al sentimento di colpa, ma a quello di vergogna”. In altre parole, la paura è quella di non essere accettati, di essere etichettati come dei loser (perdenti), di non avere successo, di essere giudicati e di non riuscire a soddisfare le aspettative dei compagni di classe, dei docenti e, soprattutto, dei genitori.

Gli studiosi dell’Università di Chicagohanno misurato le capacità di calcolo e i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, di un gruppo  di studenti che dovevano affrontare un importante test di matematica, dimostrando come lo stress influisce di più  sui ragazzi insicuri, anche se più bravi, penalizzandoli.
Ma a livello pratico, come aiutare bambini e ragazzi al loro primo giorno di scuola?
Intanto sarebbe utile programmare una visita alla scuola prima dell’inizio delle lezioni, prepararsi con anticipo al cambio dell’orario della sveglia, impostandola sul nuovo orario qualche giorno prima e parlare delle nuove abitudini con entusiasmo. Ma niente bugie: i ragazzi sentono tutte le ansie del genitore, quindi raccontate pure  le vostre esperienze scolastiche, anche i momenti meno piacevoli, spiegando come si sono superati i problemi da piccoli.

Senza disconoscere  le ansie dei genitori: perché ad un figlio che cresce corrisponde un genitore che vede modificare il suo ruolo, ricordate di essere sereni,supportavi, incoraggianti, comunicandogli la vostra fiducia nelle loro capacità senza caricarli di aspettative. Questo perché le persone fiduciose nelle proprie capacità, seppur sotto stress, raggiungono dei risultati decisamente di rilievo.

 

 

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