h1

Il bacino: tra integrazione e appartenenza

26 settembre 2011

 

“Le curve dei tuoi fianchi sono come monili, opera di mani d’artista. Il tuo ombelico è una coppa rotonda che non manca mai di vino drogato. Il tuo ventre è un mucchio di grano, circondato da gigli.” (Cantico dei Cantici)

Il bacino rappresenta il nostro centro a livello fisico (baricentro), simbolico ed emotivo. Possiamo immaginarlo come il fulcro dove le energie del cielo (yang) e della terra (yin) si incontrano. Possiamo considerarlo luogo di origine delle nostre pulsioni più istintuali.

Possiamo vederlo come la zona dove prende forma una nuova vita. La tradizione araba, con la “danza del ventre” , considera il bacino e le sue parti la sede delle funzioni creative, sessuali ed istintuali. Allo stesso tempo, la scuola filosofico-medica giapponese distingue due tipi fondamentali di “individui pelvici”: con bacino aperto e chiuso. L’estremo inferiore del ventre, il perineo (dal greco perìneos, attorno al tempio), in tutte le tradizioni, è area sacra, zona intima e segreta in relazione con la propria inviolabile individualità. Nella rappresentazione della cultura egizia e indiana, esso è definito come una “mandorla”: luogo sacro posto a tutela di un contenuto prezioso. In occidente il bacino è il cuore del tabù che copre la zona dalla vita alle cosce; infatti, alle nostre nonne veniva insegnato che quella è “la parte del diavolo”, che non si può toccare, nominare, muovere e quindi includere nella consapevolezza del corpo. Attualmente è possibile riscontrare ancora questo tabù, perché una parte degli occidentali non percepisce con chiarezza questi muscoli e soprattutto non li considera tutti come volontari. Diversi autori concordano nel ritenere che nel bacino hanno origine le nostre sensazioni, sentimenti, immagini, idee, desideri e intenzioni, alle volte inespressi e non riconosciuti. Infatti nel linguaggio popolare si parla spesso di emozioni “viscerali”. Il bacino e i muscoli che lo circondano e lo contengono fa sentire le persone ben piantate a terra, sicure perché in grado di scaricare il proprio peso e controllare il movimento, in una ricerca di equilibrio per la maggior parte di noi, ancora difficile e faticoso. Il bacino è un importante punto di snodo non solo per i movimenti ma anche per la scarica del peso. Infatti le articolazioni che lo compongo consentono la scarica della parte superiore del corpo agli arti inferiori e quindi al suolo. Oltre alla funzione integrativa, esso svolge l’importante attività di “contenitore”. Infatti al suo interno sono contenuti importanti organi vitali che assolvono ad altrettante funzioni fondamentali per l’individuo. Parliamo della digestione, minzione, defecazione, riproduzione e comportamento sessuale, in un continuo gioco di tensione-rilassamento (trattenere-cedere). Il vissuto derivante dall’integrazione tra il “sopra e il sotto” e tra le funzioni viscerali, consente un’armonica riorganizzazione di cui l’individuo può godere, sentendosi finalmente un’unità in completa appartenenza.

Nel gergo popolare:

Stare fianco a fianco

Mi sta sullo stomaco

Mi fa vomitare

 Non lo digerisco

Mi fa cagare

Nun me te caco de pezza

Mi piscio sotto dalle risate

Hai partorito una grande idea

Vai a prenderlo in culo

Stare in un ventre di vacca

Non avere peli sullo stomaco

Mejo svejasse cor culo gelato, che co un gelato ar culo

In testa no, ma in culo si

Mi rode il chiccherone

Homo del panza homo de sostanza

 Pancia mia fatti capanna

Il sazio non crede al digiuno

La pancia che ha fame non sente ragione …..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...