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La passione per l’ipertensione

20 febbraio 2012

 

Avete mai sentito parlare di ipertensione arteriosa? Si tratta dell’aumento cronico dei valori della pressione arteriosa del sangue. L’ipertensione è pericolosa in quanto, se non è curata, può causare problemi al cuore (angina, infarto, scompenso cardiaco), insufficienza vascolare cerebrale o renale con anomalie ematiche rilevabili in laboratorio, offuscamento della vista (da retinopatia), aneurisma dell’aorta. Inoltre il sangue che scorre nei vasi sanguigni ad pressione elevata, li sottopone ad una eccessiva usura e può danneggiarli gravemente, coinvolgendo in questa situazione anche tessuti e organi irrorati dai vasi colpiti, in particolare cuore, cervello, reni e occhi.

I medici distinguono due tipi di ipertensione arteriosa: una detta “essenziale” e l’altra denominata “secondaria”.

L’ ipertensione secondaria è causata da una  condizione nota ( può essere una conseguenza di patologie endocrine, di difetti enzimatici surrenali, di problemi vascolari e di patologie renali). Quel che più preoccupa è l’ipertensione essenziale poiché può essere curata, ma non guarita ed è molto frequente: più del 90% degli ipertesi soffre di questo tipo di malattia.. Numerosi fattori sono importanti nella sua manifestazione: l’ereditarietà, la razza, la dieta, lo stile di vita, l’età. Poichè può manifestarsi con un aumento della pressione ma senza che siano presenti altri sintomi, diventa fondamentale la prevenzione attraverso una misurazione periodica della pressione, specialmente ad una certa età oppure quando si manifestano i primi leggeri sintomi di cefalea, astenia (cioè stanchezza fisica e intellettuale), nervosismo, insonnia, vertigini, ronzii. Poiché non è ancora chiaro quale disfunzione la produca, sono due le ipotesi causali che godono di maggior attenzione: l’alimentazione scorretta e lo stress psico-emotivo.

Per quel che concerne l’ipotesi psico-fisica, le due più importanti correnti di studio psicosomatico dell’ipertensione arteriosa sono:

La psicologia comportamentale che afferma che  alcune persone risponderebbero agli stress ambientali ed emotivi intensi con un’attivazione del sistema nervoso in modo involontario cui consegue una costrizione dei vasi arteriosi. Si creerebbero così maggiori resistenza all’affluire del sangue e dunque ipertensione arteriosa.

E la psicosomatica simbolica. Per questa scuola invece (Riza) l’ipertensione sarebbe la rappresentazione a livello corporeo di un conflitto inconscio tra “pensiero” e “sentimento”, tra passione e ragione, tra emotività e controllo, dove un sangue-emozione non può circolare liberamente. In altre parole le persone affette da ipertensione tenterebbero ad esercitare un esasperato controllo frenando di continuo la propria passionalità.

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