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IL TATUAGGIO: UN URLO SILENZIOSO

22 febbraio 2012

Il tatuaggio, in questi ultimi tempi, è diventato sempre più motivo di interesse, ad esso si accompagnano sensazioni di fascino e stupore. In alcuni casi, soprattutto in passato, il tatuaggio aveva una valenza negativa, suscitando perplessità, clamore e giudizi negativi. Effettivamente il tatuaggio non passa mai inosservato, anzi alle volte sembra “gridare” al mondo intero. A livello psicologico il tatuaggio entra in modo incisivo sulla definizione della propria identità, riguardando sia la sfera fisica, modificando in qualche modo l’apparenza corporea, sia la sfera psichica, suggerendo pensieri, emozioni, illusioni ecc.

L’antropologa Alessandra Castellani dice: ”Il tatuaggio delimita un territorio. È uno spartiacque, scavato sul corpo, nei confronti di chi non è tatuato”.

Non è un caso che ad essere particolarmente attratti dai tatuaggi siano gli adolescenti, impegnati nello sforzo di definire se stessi. E allora è fondamentale riuscire a capire l’uso che si fa della tatuazione, andando ad indagare la presenza di un soddisfacente equilibrio tra il corpo reale e quello idealizzato, tra ciò che si vorrebbe esprimere e ciò che di fatto si comunica, tra come si è e come ci si rappresenta, e tra come ci si sente oggi e come ci si potrà sentire in futuro. Esistono alcune caratteristiche del tatuaggio che devono essere tenute presenti. Innanzi tutto la pervasività della tatuazione.  Nel caso in cui l’estensione del singolo tatuaggio interessa ampie parti del corpo, si potrebbe ipotizzare una forma di mascheramento, una metaforica negazione del proprio corpo originario. O anche nei casi in cui una moltitudine di tatuaggi che, saturando tutti gli spazi disponibili, mettono in secondo piano il corpo, rispetto a ciò che vi è tatuato sopra. In questi casi si rischia il configurarsi di una negazione o di un rifiuto del proprio corpo.

La possibilità che il tatuaggio si configuri come un’azione autolesiva, si accentua quando esso interessa il volto. Il volto umano si configura come la più antica e significativa delle Gestalt percettive, che struttura il modo in cui diamo una coloritura affettiva al mondo fisico (Stern, 1985).  In particolare sono da segnalare quelle forme grafiche che vanno ad interferire con la modulazione degli stati emotivi. Casi emblematici sono forniti dal “moko” maori, che si pone come un attributo essenziale maschile, che ha proprio il significato di fornire una maschera impassibile che ha il compito di nascondere le emozioni. Esempi più attuali sono costituiti dalla tatuazione di una o più lacrime sotto l’occhio. Altri casi in cui il tatuaggio assume un carattere autolesivo, sono quelli in cui si altera, seppur in forma illusoria, la morfologia del corpo. Sono i casi in cui si simulano ferite, cicatrici, oppure le rappresentazioni di parti anatomiche sottostanti o ancora la sostituzione di parti anatomiche con strutture bioniche ecc.  La scelta del disegno e della zona da tatuare non e’ casuale, rimanda al mondo dei simboli e fa emergere il vero carattere dell’individuo. Imprimere per sempre un segno sulla propria pelle, nasconde anche il desiderio di distinguersi da tutti gli altri, il bisogno di affermare esteriormente una diversità, la propria unicità rispetto alla massa. Il tatuaggio diventa così una parte della persona ed esteriorizza qualcosa della sua identità personale che di solito viene nascosta. Per alcuni il significato dei simboli deve essere ricondotto all’inconscio. Per esempio, chi sceglie di tatuarsi sulla parte sinistra del corpo, che per la psicoanalisi rappresenta il passato, e’ una persona incline al pessimismo, con poca fiducia in se stessa. La destra, invece, legata al futuro, denota un carattere solare, aperto ai cambiamenti, ma saldamente ancorato alla realtà. Anche la zona del corpo scelta, rappresenta dei significati, infatti i tatuaggi sul tronco denotano concretezza e spiccate capacità decisionali, mentre, se la scelta cade sulle braccia, la persona sta attraversando una fase di lenta maturazione. Le gambe sono la parte del corpo preferita dalle persone infantili e poco riflessive. La caviglia e’ la zona preferita dalle donne sospettose e gelose, ma anche molto femminili e dagli uomini competitivi e battaglieri. Se il tatuaggio si trova in una parte anatomica normalmente nascosta come l’ombelico o l’interno cosce, la persona e’ timida e insicura, con forte senso di inferiorità. Tatuarsi le zone genitali, infine, assume significati opposti per uomini e donne. Maldestri e passivi i primi, combattive, autonome e sensuali queste ultime. La scelta delle parti del corpo da tatuare varia anche a seconda del sesso: gli uomini preferiscono la schiena, la spalla e il braccio destri. Le donne, la caviglia e il polso, adatti ai disegni più piccoli come fiori, rondini o delfini, che sono i disegni preferiti dal sesso femminile. Infine, emblematici appaiono anche i soggetti scelti dagli individui. Il soggetto più tatuato in assoluto e’ il drago, figura che ha un forte valore simbolico. Questa figura rappresenta il punto di incontro tra cultura orientale e occidentale ed e’ la metafora della forza originaria e generatrice, esprimendo il forte desiderio di affermazione di chi lo porta. La lucertola, invece, rimanda a un’immagine di sé più contenuta e controllata. Sempre più alla moda sono i disegni astratti, tra tutti spiccano i “tribal”, grandi disegni dalle linee nere e sinuose che ricordano i “moko” maori, e che più di ogni altro simbolo rappresentano un segno di riconoscimento per sottolineare la propria individualità. Il tatuaggio tribale e’ un segno di ribellione verso la società che tende sempre più ad annullare le differenze. Questo tipo di tatuaggio, infatti, e’ il preferito di punk e, in generale, di tutti quelli che rifiutano la massificazione e sentono il bisogno di differenziarsi lasciando segni indelebili e così evidenti sulla propria cute. Gli ideogrammi giapponesi rivelano un animo raffinato, gusto estetico e fedeltà in amore. Eroi guerrieri, vichinghi e motivi celtici, alludono a valori aggressivi, mentre la testa di un pellerossa comparirà più facilmente sul braccio di una persona impegnata a favore delle minoranze e molto curiosa nei confronti di altre lingue, storie e religioni.

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