Archive for aprile 2012

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Le ultime sullo stress

30 aprile 2012

Lo stress non è certo un disturbo scoperto di recente. In particolare, Hans Selye, lo scopritore dello stress, in uno dei suoi ultimi scritti commentava: “Stress è un concetto scientifico che ha avuto la fortuna di divenire troppo noto, ma anche la sfortuna di essere poco compreso.”

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Maggio mese della prevenzione psicologica

29 aprile 2012

Quale rapporto intercorre tra gli italiani e la psicologia? Non molto buono purtroppo. E tutto a discapito del paziente stesso. Le statistiche vogliono che almeno il 50% delle persone adulte che si rivolgono al medico di base per essere visitati nasconde qualcosa di imprecisato che lo fa soffrire senza però manifestarlo esternamente.

Non solo, è stimato inoltre che almeno un adulto su quattro soffra di disturbi psicologici almeno una volta nella vita.

Gli ultimi studi a riguardo, tra i quali una ricerca condotta dalla facoltà di Psicosomatica dell’università La Sapienza di Roma, ha provato che la presenza di uno psicologo, affiancato al medico di base è in grado di potenziare la prestazione medica ed in più è apprezzata caldamente dai pazienti che si sentono più “curati” e capiti. Un risultato ottenuto campionando e identificando il profilo del soggetto affetto da disagio psichico e applicando la scoperta sul lavoro di undici specializzandi in Psicologia della Salute e otto studi medici.

La collaborazione tra medico e psicologo ha inoltre portato ad una riduzione di prescrizioni di farmaci pari al 20%. Un risultato davvero notevole. Ed è su di loro che si basa il mese della prevenzione. In tutta Italia circa 900 psicologi e psicoterapeuti hanno dato la loro disponibilità a degli incontri di tipologia gratuita mentre nell’intero mese saranno previsti in varie località della penisola circa 500 tra workshop e convegni.

In questi frangenti il cittadino non solo potrà approfondire le proprie conoscenze generali, ma imparare a prevenire un disagio psichico e soprattutto capire se stesso ed imparare ad affrontare i periodi bui della propria vita, evitando stress  e disagio, evitando che gli stessi apportino alla loro esistenza anche delle patologie di tipo medico, spesso conseguenze naturali della depressione.

Maggio, dal 2 al 29  sarà MIP, ovvero un maggio di informazione psicologica, in tutta Italia. Perché non approfittarne?

 

 

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Il sonno preserva la rabbia

29 aprile 2012

Si dice che sia meglio non andare a letto arrabbiati, perché durante il sonno i sentimenti si esasperano e il rancore monta. Uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience sembra confermarlo: i ricercatori hanno reclutato 106 volontari, uomini e donne, e li hanno esposti a immagini che suscitavano emozioni negative, positive o neutre. Hanno poi osservato cosa succedeva quando i soggetti rivedevano le stesse immagini 12 ore dopo, o delle immagini nuove, sia dopo una notte di sonno sia alla fine di una giornata di veglia. Hanno inoltre misurato l’attività cerebrale durante il sonno Rem, quando si sogna.

Hanno scoperto che restare svegli attenuava la reazione emotiva suscitata dalla seconda esposizione alle immagini spiacevoli. Quando i volontari rivedevano le immagini dopo una notte di sonno, la reazione era invece forte come la prima volta, come se dormire avesse preservato l’emozione. Altri studi hanno rivelato che il sonno consolida i ricordi emotivi. Dopo un’esperienza inquietante molti hanno difficoltà a dormire, forse proprio perché così il cervello cerca di evitare che si fissino ricordi ed emozioni.

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Perché si fanno gli scarabocchi?

29 aprile 2012

In genere sono interpretati come indice di svogliatezza e distrazione, ma Jackie Andrade, psicologa dell’Università di Plymouth (Inghilterra), ha dimostrato che hanno una specifica funzione: aumentare la concentrazione e la capacità di memorizzare le nuove informazioni.

In una ricerca ha chiesto a quaranta volontari di ascoltare una conversazione telefonica di due minuti e mezzo che riguardava l’organizzazione di una festa: i partecipanti all’esperimento dovevano annotare i nomi degli invitati che venivano menzionati. Ma, intanto, a metà di loro fu anche chiesto di scarabocchiare su un block notes. In seguito, questi ultimi sono riusciti a ricordare il 29% di particolari in più rispetto agli altri di quanto era stato detto nel corso della telefonata.

Durante attività potenzialmente noiose, come una riunione, una lezione o una lunga telefonata, la nostra mente tende a distrarsi e a lasciarsi andare a sogni a occhi aperti: secondo la Andrade, gli scarabocchi ci aiuterebbero a tenere sveglia l’attenzione e a restare concentrati su ciò che stiamo ascoltando.

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Cosa vuol dire esibire l’ombelico?

29 aprile 2012

Il motivo per cui l’ombelico, simbolo della comune origine umana, sia considerato un’arma di seduzione, è oggetto di dibattito tra studiosi.

Una prima spiegazione è che la sua forma evoca inconsciamente altri orifizi corporei.

Ma c’è chi, come l’antropologo americano Stephen Beckerman, studioso di riti di fertilità, ritiene che invece comunichi uno status: esibisce la pancia scoperta chi non ha mai avuto figli e perciò segnala la disponibilità a metter su famiglia.

L’ombelico sarebbe quindi non solo sexy ma anche simbolo di verginità.

L’attribuzione erotica, comune a molte culture (danze polinesiane, danza del ventre ecc.), risale alla notte dei tempi: nella mitologia greca Onfale (femminile di onfalós, in greco antico significa “ombelico”) era la regina della seduzione.

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Ascoltare Mozart rende davvero più intelligenti?

29 aprile 2012

Effetto Mozart: cosa c’è di vero? Ascoltare le “sonate” ha davvero effetti positivi sul cervello?

Ascoltare musica fa rilasciare dopamina, e questo migliora le prestazioni cognitive. Ma funziona con Mozart o con Lady Gaga? In realtà funziona con tutti i tipi di musica: basta che al vostro cervello risulti piacevole.

Forse, ma non più di quanto accadrebbe se ascoltaste la tracklist del vostro cantante preferito.

Il cosiddetto “effetto Mozart” fu reso noto al grande pubblico nel 1993.

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Musicoterapia e benefici

29 aprile 2012

La musicoterapia apporta benefici al benessere e alla salute della persona.

Le sette note, se opportunamente riprodotte, meglio se suonate dal vivo, sono efficaci per il benessere del corpo e della mente. Esse creano vibrazioni che secondo le altezze (calcolate in frequenza) risuonano in determinate parti del corpo: i suoni più gravi, cioè più bassi, risuonanano nelle gambe e nelle braccia, poi, man mano che aumenta la frequenza, risuonano nel bacino,  nella cassa toracica e infine nella testa.

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