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Musicoterapia e benefici

29 aprile 2012

La musicoterapia apporta benefici al benessere e alla salute della persona.

Le sette note, se opportunamente riprodotte, meglio se suonate dal vivo, sono efficaci per il benessere del corpo e della mente. Esse creano vibrazioni che secondo le altezze (calcolate in frequenza) risuonano in determinate parti del corpo: i suoni più gravi, cioè più bassi, risuonanano nelle gambe e nelle braccia, poi, man mano che aumenta la frequenza, risuonano nel bacino,  nella cassa toracica e infine nella testa.

Ascoltare musica fa bene quanto praticarla. La musicoterapia apporta risultati decisamente più evidenti se si suona uno strumento. Quando dai suoni singoli si passa ai suoni organizzati, cioè i brani musicali, le implicazioni sono più vaste e più profonde: attraverso il nervo acustico la musica arriva al sistema limbico, dove ha sede la memoria e dove avviene la trasformazione dei suoni in contenuti emozionali. Questi due fattori (mnemonico ed emozionale) suscitano reazioni di natura evocativa, per cui in teoria qualsiasi genere di musica può determinare situazioni di benessere.

È chiaro comunque che la natura del benessere che una persona ricerca nella musica rock è diversa da quella che può insorgere ascoltando musica classica o musica che ricorda sentimenti già vissuti.

Diventa un importante figura quella del musicoterapeuta. I musicoterapeuti interagiscono musicalmente con gli utenti lasciando che questi suonino strumenti più facili e intuitivi (tipo quelli melodici a percussione, come lo xilofono). In ogni caso, è bene sempre distinguere tra interventi che puntano a creare soltanto benessere e quelli che invece vogliono essere utili alla terapia vera e propria.

Tutto ruota attorno al musicoterapeuta, uno specialista capace di guidare il “paziente” alla comprensione delle emozioni che vive ascoltando una canzone. In che modo? Basandosi su una di questa possibili tecniche:

1) La prima privilegia l’ascolto di suoni, voci, l’utilizzo di tecniche respiratorie per rilassarsi, percepire le vibrazioni del corpo e prendere contatto con le emozioni.

2) La seconda prevede la partecipazione in prima persona all’accompagnamento delle musiche con strumenti e percussioni, per migliorare l’espressività, la socializzazione, l’attenzione e la concentrazione.

Di fronte alla musica ognuno reagisce in modo diverso, secondo le proprie esperienze di vita: il cuore batte più o meno veloce, il respiro si fa più o meno profondo, la pressione si alza o si abbassa. Fermo restando che i suoni bassi, forti e ripetuti (per esempio quelli del rock) hanno un effetto eccitante, mentre quelli caratterizzati dall’assenza di toni alti e acuti hanno un potere rilassante.

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