Archive for maggio 2012

h1

IL GENOGRAMMA

26 maggio 2012

Esempio di genogramma

Il Genogramma è uno strumento usato tipicamente nella terapia sistemico-relazionale e può essere definito come la rappresentazione grafica della struttura di una famiglia, a cui si accompagna la descrizione delle relazioni tra i soggetti rappresentati, la comunicazione tra essi, le somiglianze o differenze, i miti o i rituali che caratterizzano parti del sistema rappresentato (o il sistema intero). Alla semplice descrizione dei legami di parentela si aggiunge, dunque, l’analisi degli elementi relazionali, emotivi e affettivi.

Tale strumento fu introdotto  nella terapia sistemica familiare da Murray Bowen, che gli ha dato la definizione di  “ritorno a casa”, oppure “alle radici del progetto di sé ”.

L’organizzazione del genogramma e l’uso che viene fatto in esso dei simboli, permette sia a chi compila il genogramma, sia a chi osserva e ascolta, di far emergere la storia della famiglia e di evidenziare alcuni suoi schemi e modelli di funzionamento significativi.

Generalmente il genogramma include almeno tre generazioni e permette di delineare i legami biologici e legali/parentali tra le diverse generazioni.

Il genogramma usato nelle terapie di coppia e familiari, ha come obiettivi:

1.recuperare la maggior quantità di informazioni possibili sulla struttura della famiglia o della coppia;

2.renderne visibili i cambiamenti avvenuti nel corso del tempo e le eventuali cristallizzazioni che creano disagio.

Nelle terapie il genogramma può essere costruito da un soggetto per volta o in modo congiunto da tutti i soggetti.

h1

Se lei piange a lui cala il desiderio

26 maggio 2012

L’uomo sembra essere l’unico animale che usa le lacrime per esprimere emozioni. Come se i fattori che incidono sul calo del desiderio maschile non fossero già abbastanza, ecco spuntare un ennesimo elemento in grado di far crollare la libido dell’uomo: le lacrime della partner. Proprio così: di fronte a una donna che piange, qualunque maschio pur ottimamente disposto ad affrontare una performance sotto le lenzuola, getta la spugna.

Read the rest of this entry ?

h1

Dismorfofobia

26 maggio 2012

La dismorfofobia (dal greco antico dis–morphé, forma distorta e φόβος, phobos = timore) è la fobia che nasce da una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore, causata da un’eccessiva preoccupazione della propria immagine corporea.

Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo (conosciuto storicamente col nome di dismorfofobia) rientra nella più ampia categoria dei disturbi somatoformi, che si caratterizzano per la presenza di sintomi fisici non giustificati da alcuna condizione medica generale nonché dagli effetti di una sostanza o da un altro disturbo mentale.

Read the rest of this entry ?

h1

ACROFOBIA: PAURA DEL VUOTO

26 maggio 2012

Soffrite di vertigini? E’ perché non avete niente di peggio a cui pensare. Già, perché secondo una recente ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell’ Università di Basilea, in Svizzera, una forte condizione di stress aiuterebbe a superare la paura dell’altezza. In condizioni particolari, per esempio per salvarsi la vita, il nostro cervello sarebbe cioè in grado di combattere e vincere anche le fobie più radicate.

Ma cosa provoca l’acrofobia, cioè paura del vuoto e dei luoghi elevati? Secondo le ultime ricerche ciò che chiamiamo comunemente “vertigine” non è altro che una distorsione percettiva che porta a sovrastimare irragionevolmente le distanze verticali. La buona notizia è che questa fobia, come molte altre, può essere curata. La terapia più utilizzata prevede una progressiva esposizione del paziente ad altezze sempre maggiori fino a quando, con l’aiuto di uno psicoterapeuta, la paura non viene sconfitta.

Negli ultimi anni questo processo di desensibilizzazione è stato reso sempre più tecnologico grazie alla realtà virtuale: bastano un computer e un paio di occhiali speciali dotati di monitor per dare al paziente la sensazione di essere in cima a una gru, sull’ala di un aeroplano, o appesi a una parete verticale come quella della foto qui sopra: insomma una fifa blu, ma in tutta sicurezza.

h1

Basta un grido e il dolore va giù

26 maggio 2012

Secondo uno studio della Keele University, per alleviare il dolore fisico una cura immediata ed efficace è quella di mettersi a urlare, meglio ancora se ci scappa qualche parolaccia e imprecazione. Lo studio si è basato sulla resistenza al dolore da parte di due campioni: a uno è stato permesso di sfogare con reazioni verbali, l’altro doveva controllarsi.

Il gruppo più controllato ha sopportato meno il dolore e ha mostrato minore resistenza, mentre quello a cui è stato permesso di urlare ha resistito più a lungo.

Per alleviare il dolore fisico, quindi, meglio cacciare un urlo e qualche parolaccia piuttosto che starsene zitti!

h1

Anoressia: trovate le cause

26 maggio 2012

In quest’ultimo periodo, il problema dell’anoressia è tornato a far parlare di se in maniera particolarmente diffusa.

Dai rotocalchi ai talk show, moltissimi (non tutti con reali competenze, e spesso solo con la voglia di un quarto d’ora di celebrità) hanno rispolverato i discorsi retorici che, in quanto tali, spesso non portano da nessuna parte, e non risolvono alcun problema, se non soddisfare la voglia di “aver detto la propria” da un salotto che conferisce visibilità.

Read the rest of this entry ?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: