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SEXTING: QUANDO IL SESSO VIRTUALE DIVENTA ABITUDINE ADOLESCENZIALE

12 luglio 2012

“Che male c’è- risponderà un qualunque adolescente- a divulgare qualche foto personale?”

E’ servito un nuovo studio pubblicato su “’Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine” a mettere in allarme i genitori degli adolescenti americani.

L’Universià del Texas a Galveston, ha effettuato una ricerca scoprendo che quasi il 30 per cento degli adolescenti invia e condivide abitualmente proprie foto nude attraverso le e-mail o gli mms.

L’ultima tendenza in fatto di comunicazione virtuale proviene si chiama sexting e consiste nell’invio, tramite cellulare o internet, di propri video o foto a carattere sessuale I ricercatori hanno coinvolto mille studenti di sette scuole superiori nel sud-est del Texas e hanno rilevato che il 28 per cento degli adolescenti invia immagini personali osè attraverso mezzi elettronici e che più della metà (57 per cento) e’ quotidianamente invitato a inviare proprie foto nude. I maschi e le femmine che praticano sexting hanno maggiori probabilità di aver già avuto rapporti sessuali completi rispetto ai coetanei che non effettuano il sexting. Inoltre le adolescenti manifestano una maggiore tendenza ad assumere comportamenti sessuali a rischio, come l’uso di droghe o alcol prima di un rapporto.

Il sexting – crasi delle parole sex e texting – sta diventando una pratica molto diffusa anche in Italia, utilizzata soprattutto da chi ha una relazione a distanza o da chi vuole tener vivo il gusto della trasgressione.

Secondo i dati emersi dall’ultima Indagine sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza – realizzata da Eurispes e Telefono azzurro – il 6,7% degli adolescenti italiani ha inviato sms o video a sfondo sessuale col proprio cellulare, mentre il 10,2% ne ha ricevuto almeno uno.

Lo scambio di foto senza veli viene visto dai molti giovani come un semplice gioco di provocazione, fatto per attirare l’attenzione di qualcuno o per dimostrare il proprio amore. Altri lo fanno invece per il piacere di mostrarsi così come indotto dalla logica di  questa società in cui l’apparire, scoprendosi il più possibile, è ormai all’ordine del giorno. Quello che spesso i ragazzi però ignorano sono i rischi che si nascondono dietro al sexting.

Quando una foto o un video vengono inviati si perdono nella rete e non è più possibile recuperarli né, tanto meno, cancellarli. Il destinatario dell’immagine può copiarla, condividerla , pubblicarla senza che il proprietario dell’immagine possa dare il proprio consenso, correndo quindi il rischio di subire del cyberbullismo

I minori che producono e scambiano proprie immagini sessuali, anche se consapevoli e consenzienti, sono punibili per legge con l’accusa di pornografia minorile.

A nulla serve demonizzare internet e le nuove tecnologie. Ricordiamo che oggi i ragazzi sperimentano la propria sessualità con modalità totalmente differenti rispetto al passato.

Quel che si rende necessario è educare a un uso consapevole del mezzo tecnologico, sottolineando i rischi che si possono correre quando si mettono in atto determinati comportamenti.

 

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