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Tango-terapia: l’incontro e l’abbraccio

9 giugno 2013

tango

Il tango è stato dichiarato ufficialmente nel 2009 patrimonio mondiale dell’umanità dalla sezione dell’Unesco che riconosce a beni “intangibili” l’importanza per la salvaguardia della conoscenza e dell’espressione.

Le sue origini risalgono alla fine dell’ottocento, quando, in quell’epoca, a Buenos Aires convergevano diverse realtà accomunate dalla solitudine e dal dolore: gli immigrati europei (prevalentemente italiani), che abbandonavano il proprio paese e la propria famiglia con la consapevolezza di non rivederla più; e i gauchos, popolazioni delle campagne argentine, che si spingevano nelle grandi città in cerca di fortuna.

Da queste solitudini nasceva il bisogno dell’incontro e, metaforicamente, dell’aspetto più peculiare del tango: l’abbraccio.

In quest’ottica, nella stessa origine del tango come danza, si può intravedere la ricerca inconsapevole  del benessere, del contatto con gli altri, di una sorta di “terapia sociale”.

In questa prospettiva è possibile individuare un collegamento tra danza e psicologia fin dall’antichità: i rituali agli dei, mediati dalla danza, hanno un effetto catartico sull’espressione e l’elaborazione delle emozioni.

La tango-terapia nasce in Argentina nel 2008, dall’ipotesi che la multidimensionalità di questa esperienza possa offrire metafore e strumenti utili in un percorso terapeutico di consapevolezza. L’elemento peculiare di cui avvalersi in questo ambito è la possibilità di realizzare un incontro tra persone che hanno la possibilità di sperimentare un senso di integrazione e di completezza pur mantenendo la propria diversità. In altri termini, uno dei punti cardine del tango è quindi l’incontro con l’altro; quest’incontro necessita di equilibri che sono il risultato da un lato della consapevolezza del proprio corpo, delle proprie rappresentazioni ed emozioni e dall’altro di una consapevolezza di sé nella relazione con gli altri.

La Tango-terapia può essere definita come un insieme di strumenti propri del ballo del tango e della sua musica che ci avvicina alla conoscenza della relazione psiche-corpo, attraverso un percorso che miri all’esplorazione e alla promozione del benessere dell’individuo nell’ambito di un processo multidimensionale di tipo cognitivo, emotivo ed esperienziale. Non è un percorso di studio della danza del tango. Semplicemente utilizza i concetti, gli strumenti e le dinamiche per stimolare opportunità cognitive, emotive e comportamentali.

Gli effetti benefici del ballo nella promozione della salute e della qualità della vita sono riconosciuti e utilizzati da tempo.

In una prospettiva che definisce la salutogenesi in termini di qualità di vita e propone interventi mirati allo sviluppo e al potenziamento delle parti sane del soggetto, il tango offre una possibilità particolarmente interessante, in quanto si propone come training psicofisico che coinvolge e integra tre livelli dell’esperienza: corpo-emozioni-mente.

Secondo lo psicologo Gunter Kreutz dell’università di Manchester, che ha indagato le motivazioni dei ballerini, quando la coppia di ballo entra in sintonia con la musica e il ritmo vive un’esperienza continua di emozioni e movimenti che scorrono liberamente. E’ una condizione in cui non esiste né noia né stress.

Federico Trossero è stato il fondatore e principale teorizzatore della tango-terapia. Psichiatra e psicoterapeuta, nonché ballerino di tango, sostiene che “il fondamento teorico dell’uso del tango in terapia ha le sue radici nell’elaborazione del sensoriale, del percettivo, del propriocettivo e del cognitivo che integrati aiutano alla comprensione delle persone e alla loro migliore integrazione individuale e sociale. Si parla di movimento integrato ricco di senso dove il vissuto va oltre il cognitivo e ci conduce all’idea di cenestesia integrativa. E da qui la sociologia, l’antropologia, la psicologia, la medicina spiegano attraverso molteplici approcci e differenti presupposti teorici le possibilità dell’uso di questa danza nel trattamento di diversi quadri psicopatologici partendo dalle differenti concezioni del processo salute-malattia”.

Quindi, la tango-terapia, in questa prospettiva, risulta essere una tecnica terapeutica di espressione corporea di notevole efficacia, che stimola lo sviluppo personale, in quanto metodo di esplorazione delle risorse personali e di potenziamento delle capacità di ogni persona. E’, cioè, un sistema integrato di strumenti del ballo e della musica del tango che ci avvicina alla conoscenza in maniera più profonda alle emozioni, consentendo elaborazioni diagnostiche, terapeutiche e di ricerca.

In questo senso riteniamo che per accedere ad un processo di cambiamento sia indispensabile acquisire consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti. Affinché si manifesti un autentico Sé nel mondo, serve la capacità di modificare un comportamento, un atteggiamento, una postura, un pensiero. Nel tango è il corpo a parlare attraverso un linguaggio che è possibile utilizzare solo se si attivano le condizioni strutturali  che lo contraddistinguono. Così, ad esempio, è indispensabile sperimentare la fiducia nell’altro, abbandonarsi al contatto, essere consapevoli del proprio ruolo. Tali potenzialità offerte dal tango, riteniamo siano fondamentali nella clinica terapeutica che si prefigge come scopo il benessere psico-fisico della persona.

L’obiettivo è acquisire una maggiore coscienza dell’identità di sé, una migliore consapevolezza corporea ed emotiva e della propria capacità di entrare in relazione con gli altri.

Per concludere, è importante sottolineare che la tango-terapia risulta essere anche particolarmente indicata nel trattamento di situazioni di disagio, quali problemi di autostima, difficoltà di coppia, gestione dello stress, disturbi psicosomatici, stati depressivi o ansiosi, deficit cognitivi o legati alla senilità e come coadiuvante nel trattamento di sindromi psichiatriche.

A cura di:

Dott.ssa Concetta di Benedetto

Psicologa, Psicoterapeuta, perfezionata in Psicodiagnosi per adulti e per l’età evolutiva, esperta in Formazione e in Artiterapie ad orientamento Psicofisiologico Integrato, Vice Presidente A.f.r.i.p.e.c., appassionata ballerina di tango.

Dott. Manuele Marconi

Psicologo Clinico, ballerino, coreografo e insegnante di tango argentino, Presidente dell’Associazione Culturale Avenida Corrientes.

Per info:

Scarica la nostra brochure

www.avenidatango.net

www.armoniosamente.wordpress.com

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