Archive for the ‘Ansia e panico’ Category

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I segnali dell’attacco di panico

4 febbraio 2012

Negli ultimi 10 anni  è sempre più comune una patologia che colpisce, secondo il DSM IV, fino a una persona su 25 a seconda del sesso di appartenenza (un uomo ogni due donne) e della fascia d’età (più del 35% nell’età compresa tra i 25 e i 35 anni). Gli attacchi di panico sono caratterizzate da differenti i sintomi: problemi respiratori, battito accelerato, vertigini, sudorazione, dolore al petto, tremore, senso di soffocamento, vampate di calore, nausea e sonnolenza. Vi sarebbero dei segnali ad anticipare l’esordio dell’attacco di panico, disturbo psicologico fra i più pericolosi dal momento, che si verifica in maniera improvvisa e può colpire anche in momenti delicati, come quando si guida un’automobile..
Secondo uno studio della Southern Methodist University di Dallas, nei soggetti colpiti dagli attacchi alcuni sintomi si manifesterebbero già un’ora prima della crisi vera e propria. Dopo aver indossato dei tester che registravano in tempo reale alcuni parametri fondamentali come il battito cardiaco e il respiro, i pazienti volontari utilizzati nella ricerca sono stati monitorati per 24 ore consecutive.
Dall’analisi è emerso che a partire da 60-70 minuti prima dell’attacco di panico, i pazienti colpiti cominciavano a manifestare dei cambiamenti nei parametri. Si tratta di modificazioni abbastanza rilevanti da essere verificabili, ma non abbastanza da essere percepite dal soggetto interessato. Queste conoscenze anticipate potrebbero aiutarci a capire quando e come trattare in anticipo il disturbo.

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Gli interruttori dell’ansia

11 marzo 2011

Esistono tanti modi per fronteggiare l’ansia: chiedere aiuto; sviscerare questo malessere alla ricerca di una soluzione che ci renda capaci di adattarsi alle situazioni ansiogene. Non dimentichiamo poi le molteplici tecniche di rilassamento utili a placare i sintomi ansiosi. E se la brutta sensazione diventa un vero e proprio malessere, e non si trova un modo per poterne venire a capo è utile rivolgersi agli Specialisti del settore.

I ricercatori della Stanford University in California hanno fatto una clamorosa scoperta. Esiste un meccanismo cerebrale che permette di attenuare i disturbi d’ansia.

Attraverso l’uso della tecnologia “optogenetica” (che rende fotosensibili le cellule cerebrali manovrandole attraverso le differenti intensità di luce), hanno riscontrato che “accendendo”  un determinato circuito nell’amigdala (la parte del cervello che gestisce la paura) è possibile evocare sensazioni di tranquillità e “spegnendolo” si attivano segni di agitazione.

Tachicardie, cefalee, respiri affannosi, attacchi di panico e tutti i sintomi legati l’ansia potrebbero, con questa nuova scoperta, diventare solo un ricordo.

Ma…..è tutto oro ciò che luccica? Ricordiamoci sempre che l’ansia non è nient’altro che un’espressione fisica e che, paradossalmente, provare questo malessere vuol dire che i binomi emozione-cognizione e mente-corpo sono funzionanti.

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L’ansia serale

11 febbraio 2011

Molti di noi vivono le varie fasi della giornata con stati d’animo differenti. Si tratta di un fenomeno naturale che però si acuisce in presenza di alcuni disagi psichici. C’è ad esempio una forma d’ansia che si manifesta solo con l’arrivo della sera. Mentre gli impegni del giorno tengono l’ansia in uno stato latente,  la sera, specialmente d’autunno e d’inverno, si fa sentire come una sottile inquietudine,  un angoscia sottile e continua, attraverso la comparsa di pensieri pessimistici e preoccupazioni infondate oppure una malinconia struggente, una certa tensione muscolare, palpitazioni, senso di peso al torace. Il tutto diventa più fastidioso dopo cena.

Chi soffre di questo tipo di ansia, solitamente, è una persona che si sente viva solo in stato di attività o  che si identifica troppo con il proprio lavoro. Spesso siamo di fronte a persone con un indole apprensiva, persone che vivono sole (specie se anziane) o che praticano poca attività fisica e sociale.
Perché?

Molte delle cause più comuni sono legate a difficoltà a rilassarsi, a mollare il controllo, ad un eccesso di energie fisiche e creative non utilizzate durante il giorno.  Altre volte siamo di fronte ad ansie più profonde come conflittualità irrisolte con eventi  passati (anche molto remoti) o all’analogia inconscia fra l’arrivo del buio e paure rimosse (dell’ignoto, della morte, del buio…).

I consigli della nonna

Pochi e semplici accorgimenti possono aiutare a gestire quest’ansia come , per esempio, praticare dell’ attività fisica (stancandoti di più toglierai una quota di energia all’ansia serale, dimezzandola) oppure cambiando le giornate (per “migliorare la sera” bisogna cambiare qualcosa di giorno: lavora con minor velocità, prenditi qualche pausa in più, inserisci qualche momento piacevole) o le serate (cerca un’attività serale piacevole così impari a sfruttare la sera e a non subirla). Se tutto questo non basta forse è il caso di prendere in considerazione l’idea di fare una terapia affrontando alla radice il problema. Magari la soluzione è semplice e veloce, ma ti serve qualcuno che ti aiuti.

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La corsa contro il tempo

11 febbraio 2011

Il tempo passa. Lapalissiano, certo, ma a volte, il modo in cui ci sfugge lascia con sé un senso di malessere che difficilmente riusciamo a definire. Gli esperti in fatto di disagi non le danno un nome preciso perché, questo tipo di ansia, non è una patologia vera e propria e anche chi ne soffre, a volte, fa fatica ad accorgersi di esserne vittima. È una forma d’ansia insidiosa, che entra a far parte della vita quotidiana e finisce per condizionarla . Si tratta più che altro un “atteggiamento ansioso” dovuto al fatto di sentire il tempo come un nemico che ci perseguita. È più di una semplice fretta sporadica: è una modalità costante di affrontare ogni giornata.

Chi vive questo tipo di ansia guarda l’orologio decine di volte al giorno, in modo compulsivo, e ha come “obiettivo” quello di far entrare tante cose in un tempo insufficiente. Ma perché il tempo diventa un nemico? Spesso nasce da un periodo di grande impegno affrontato con difficoltà: si distribuisce in modo sbilanciato l’attenzione alle singole attività, si organizza male la giornata, si vuole fare tutto e subito, si fa fatica a delegare o a chiedere un aiuto. E le  piccole “concessioni” di piacere? Quelle non vengono cancellate ma relegate in un tempo insufficiente e vissute con frenesia e senso di colpa.

I sintomi

Cosa succede quando l’orologio diventa un nemico? Le prime sensazione sono legate a vissuti di inadeguatezza e di frustrazione, spesso accompagnate da momenti depressivi, tendenza al pianto, pessimismo. Mentre il tempo libero viene caratterizzato da una pigrizia marcata, i momenti di pausa sono vissuti con crisi d’ansia, difficoltà a concentrarsi e rabbia, nervosismo e irritabilità .

A questo stress si accompagnano anche delle percezioni fisiche molto precise come palpitazioni e tensioni muscolari, improvvisi cali energetici, dolori gastrici, difficoltà digestive, disturbi cutanei da stress, onicofagia (mangiarsi le unghie), cefalea, disturbi del sonno (come il bruxismo: digrignare i denti nel sonno)

Come vincere l’ansia del tempo?

Le regole per vincere lo stress legato al tempo-tiranno sono poche e semplici:

  • Percepire il problema (Visto che guardi sempre l’orologio, sfrutta il sintomo e osserva quanto ti è difficile organizzarti e come distribuisci il tuo tempo).
  • Ri-bilanciare le priorità (Le azioni non sono tutte uguali: richiedono approcci e tempi qualitativamente diversi).
  • Concedersi svaghi sufficienti (Il tempo per se stessi è fondamentale ma deve essere preso quando c’è davvero tempo per farlo, e godendoselo tutto senza pensare a nient’altro).
  • Saper chiedere aiuto (Per quanto tu possa essere importante nel tuo impegno, impara che c’è chi può sostituirti se necessario. Chiedere una mano quando si ha bisogno è segno di autonomia mentale).

 

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L’ansia

7 febbraio 2011

L’ansia costituisce una delle caratteristiche fondamentali del nostro tempo ed è definita come un sentimento angoscioso di pericolo imminente.

L’ansia si definisce “indefinita” perchè la persona non riesce ad identificare il pericolo da cui si sente minacciato, ma vive una condizione di profonda disperazione e una sensazione d’impotenza o di debolezza di fronte alla minaccia che percepisce come immediata.

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L’ansia del mattino

7 febbraio 2011

 

 L’ansia del mattino è una forma particolare di crisi di ansia.

L’ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono timore eccessivo, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto. Read the rest of this entry ?

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