Archive for the ‘In punta di… voce’ Category

h1

Sussurri

22 aprile 2012

L’uomo è più vicino alla scimmia di quanto non lo sia la donna, non c’è il minimo dubbio. Sono più pelosi, hanno le braccia più lunghe e per loro l’impulso sessuale parte dalla vista, in quanto eredi dei loro antenati primati che le femmine in calore richiamano grazie ad un’evidente modificazione delle loro parti intime, che si infiammano acquistando il morboso aspetto da melagrana matura. Per qualche motivo, funzionano da semaforo per i maschi distratti. Tra gli esseri umani lo stimolo visivo è altrettanto irresistibile e ciò spiega il successo delle riviste con donne seminude. Si è cercato di ottenere lo stesso successo editoriale con pubblicazioni destinate al pubblico femminile, ma le immagini di ragazzi ben dotati che dispiegano le loro grazie su paginoni a colori sono risultate un fiasco; più che le donne, le comprano gli omosessuali. Noi abbiamo un senso del ridicolo più sviluppato e inoltre la nostra sensualità è legata all’immaginazione e alle terminazioni nervose auditive. Probabilmente l’unico modo per far si che ascoltiamo è sussurrarci qualcosa all’orecchio. Il punto G è nell’udito, chi lo cerca più in basso perde il suo tempo e anche il nostro.

Read the rest of this entry ?

Annunci
h1

FOR EVER

9 marzo 2012

Per sempre. Ti amerò per sempre. Conserverò questo ricordo per sempre. Userò questa marca di lucido da scarpe per sempre. Ma de che?, direbbero i nostri più svegli connazionali della Capitale…

Ma chi è che giurerebbe di aver fatto, amato, pensato, tenuto, vissuto una cosa per sempre? Ci vogliono cuori infrangibili e menti di piombo. Cosa può essere per sempre? Vediamo… beh la Carrà. Direi che ragionevolmente per la Carrà si può azzardare il per sempre. E poi… mhm… beh, forse i nei. Quelli si moltiplicano come le macchioline dei dalmata, ma non mi risulta che spariscano. Le gastriti non sono per sempre, i matrimoni meno che mai, le fortune magari. I partiti cambiano, gli indirizzi pure e le mamme imbiancano. No. Nei e Carrà. Stop.

Il per sempre è limitativo. È un macigno. Il mio caro amico Augusto, portato finalmente all’altare, alla domanda «Vuoi tu prendere la qui presente come tua legittima sposa e prometti di amarla e rispettarla sempre, nella buna e cattiva sorte, in salute e malattia fino a che morte non vi separi?» rispose: «Ma certo». Non riuscì a dire un si chiaro e scandito, e si dovette ripetere la formula.

Come faccio a dire ti amerò per sempre? Che ne so… non sono mica Frate Indovino! Magari tra un po’ mi trasferisco in Madagascar, tu vuoi rimanere a Pino Torinese e così sarò costretta ad amare un abitante del posto.

Amore mio… bon c’è niente che sia per sempre, lo dicono anche gli Afterhours. Ti posso giurare che ti amerò più che posso, ma non per sempre. Ecco. Ti amerò a intermittenza. Come fanno tutte le coppie del mondo. Qualche giorno di più, qualcun altro di meno. Qualcuno per niente. E qualche volta mi capiterà di odiarti. Non sarà mai un amore insistente come la pioggia che fa uscire le lumache. Ma sarà un amore vero. E se comunque vuoi che ti dica che ti amerò per sempre, lo farò. Perché ti amo. Ma non per sempre.

(Luciana Littizzetto. “Sola come un gambo di sedano”)

h1

La donna ha il cuore nelle scarpe

9 marzo 2012

Volete sapere il segreto per conquistare il cuore di una donna? Niente fiori né opere di bene. SCARPE. Occupatevi dei suoi piedi e lei si occuperà del vostro cuore.

Ma quali fasci di rose rosse, ma quali bouquet di mammole?! Date retta a me: mazzi di scarpe. Questo è il desiderio inconfessabile di ogni femmina. Vedersi recapitare a casa dall’Interscarpa un’enorme fascina di scarpe miste. Stivali a mezza coscia sul fondo per sostenere il mazzo e sul davanti sandali, décolleté dal tacco audace, zatteroni, anfibi, college, pantofole pelose a muso di topo e ciabattine argentate con tanto di piume di colibrì. Il tutto mescolato a infradito miste. E lì, pinzato sulla fibbia dell’ultimo sandalo, un bigliettino: «Seguimi».

Costoso? Giusto un pelo. Ma si va sul sicuro. E poi le scarpe non appassiscono. E tendenzialmente le donne le buttano a fatica. Sono monumenti del tempo, ricordi di strade, memorie di cammini passati. Vanno tenute. A costo di scialacquare interi stipendi in scarpiere. D’altronde siamo figlie di Afrodite, la dea dell’amore che viaggiava nuda come un verme, ma con i sandali ai piedi. E poi si sa: una scarpa può cambiare la vita. E Cenerentola lo insegna. Per non parlare degli stivali del Gatto dagli stivali, ovviamente…

Comunque le donne non comprano scarpe per necessità, visto l’esubero costante. Il loro è un piacere, un gusto perverso, un bisogno impellente a cui è difficile sottrarsi. Un’urgenza, insomma, tipo la pipì che anche se ti sforzi non te la puoi tenere. Come si fa a resistere a un tacco a spillo? Metti che lui dopo cena, in preda alle fregole, voglia bere lo champagne dalla tua scarpa. Puoi mica dargli un anfibio… devi avere per forza il décolleté da grande soirée, che calza comodo come un guanto. Da pugile. Dicono che l’incremento della sporgenza dei glutei in una donna che indossa tacchi alti è di circa il venticinque per cento. Secondo me si può fare di più. Con un bel paio di tacchi a gradino ti viene un fondoschiena da permesso edilizio.

(Luciana Littizzetto. “Sola come un gambo di sedano”)

h1

Cos’è la poesia

24 febbraio 2012

Si spacca la brocca d’acqua

(Stanotte ha gelato)

Mi desta.

Bashô

 “Cos’è la poesia?” domandò il monaco.

“È un mistero ineffabile,” rispose Yuko.

Un mattino, il rumore della brocca dell’acqua che si spacca fa germogliare nella testa una goccia di poesia, risveglia l’animo e gli conferisce la sua bellezza. È il momento di dire l’indicibile. È il momento di viaggiare senza muoversi. È il momento di diventare poeti.

Non abbellire niente. Non parlare. Guardare e scrivere. Con poche parole. Diciassette sillabe. Un haiku.

Un mattino, ci si sveglia. È il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene.

Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere.

(Maxence Fermine “Neve”)

h1

CON LA PUNTA DELLA LINGUA

22 febbraio 2012

…..Definire un sapore è difficile quasi quanto descrivere un odore. Entrambi sono spiriti dotati di vita propria che appaiono senza essere stati invocati per aprire una finestra  nella memoria e portarci attraverso il tempo a un episodio dimenticato. Altre volte li invochiamo con ansia cercando un effetto erotico dal passato e loro invece ci mettono di fronte alla nostra nuda innocenza. Siamo onnivori, possiamo mangiare qualsiasi cosa, amiamo la variteà e passiamo la vita a sperimentare diversi sapori, quasi tutti acquisiti, perché nell’infanzia tolleriamo solamente quelli neutri o dolci.

…..La scienza dice che possiamo differenziare solo quattro sapori: dolce, salato, amaro, acido; tutti gli altri sono una mescolanza di questi con un’infinità di odori diversi. Mi attanaglia un dubbio… Come classificare allora il sapore metallico della paura, quello sabbioso dell’invidia o quello spumeggiante del primo bacio?

…..Il piacere di un sapore si concentra nella lingua e nel palato, anche se spesso non nasce da lì, ma dal ricordo. E componenti essenziali di questo piacere risiedono negli altri sensi, la vita, l’olfatto, il tatto e persino l’udito. Nel cerimoniale del tè, in Giappone, il gusto della bevanda è la cosa meno importante – in realtà il tè è amaro -; ma la serena intimità delle pareti nude, le linee semplici degli strumenti, l’eleganza del rituale, la profonda armonia dei geti di chi lo offre, la questa gratitudine di chi lo riceve, l’odore delicato di legno e di carbone, il suono del mestolo quando si versa l’acqua nel silenzio della stanza contribuiscono a costituire una festa per l’anima e per i sensi.

(Isabelle Allende, Afrodita)

h1

A PRIMA VISTA

20 febbraio 2012

Tra gli essere umani, l’attrazione è in prima istanza visiva; gli altri sensi, come l’olfatto, entrano in gioco a distanza ravvicinata, motivo per cui facciamo ricorso al trucco, a pettinature, a gioielli, a tatuaggi e persino a cicatrici decorative. Le teorie delle anime gemelle, dell’affinità intellettuale, dell’essere stati amanti ipotetici in incarnazioni precedenti, sono un’interpretazione a posteriori; naturalmente ci sono rispettabilissime eccezioni come…. In genere le donne si abbelliscono di più, ma gli uomini non sono meno vanitosi; nessuna donna oserebbe mai esibire i mantelli imperiali, i pennacchi e le medaglie che ostentano i militari. I Niger, nella tribù dei wodaabe, si svolge annualmente un concorso di bellezza maschile. I giovani si agghindano e ballano davanti a una giuria femminile che selezione i più attraenti. I guerrieri diventano strabici a furia di smorfie pur di mostrare anche l’ultimo dente, perché il bianco degli occhi e quello dei denti sono ritenuti il più prezioso attributo di bellezza. Da questa parte del mondo abbiano l’equivalente, ma sono ragazze in costume a mostrare a una giuria di uomini non denti e occhi, bensì seni e cosce. La vincitrice si porta a casa una coroncina di pietre fasulle e il titolo della donna più bella dell’universo.

(Isabelle Allende, Afrodita)

h1

LA CONGIURA DEGLI AROMI

20 febbraio 2012

La donna è come un frutto che esala la sua fragranza solo quando una mano la strofina. Prendi, per esempio, il basilico: se non lo scaldi tra le dita non sprigiona il suo profumo. E lo sai, ad esempio, che l’ambra va intiepidita e manipolata perché non trattenga l’aroma? Con la donna accade lo stesso: se non la incoraggi con baci e carezze, con morsicature sulle cosce e stretti abbracci, non otterrai quel che desideri; non proverai piacere quando condividerai con lei la tua ottomana e lei non sentirà affetto per te.

(Da Il giardino profumato)

Dove finisce l’olfatto e inizia il gusto? I due sensi sono inseparabili. La tentazione del caffè non nasce dal suo sapore, che lascia una traccia di fumo e brace nel ricordo, ma dalla sua intensa e misteriosa fragranza da bosco millenario…

Il naso è capace di cogliere più di diecimila odori e il cervello di riconoscerli; e tuttavia, per questo stesso cervello, molto spesso è impossibile distinguere tra lussuria e amore. Dal punto di vista evolutivo, l’olfatto è il senso più antico. È preciso, rapido, potente e si incide nella memoria con tenace persistenza; da qui il successo dei profumi, il cui segreto è usare sempre lo stesso fino a trasformarlo in un marchio personale e inalienabile, un elemento che ci identifica…

Il corpo umano, soprattutto nei momenti di eccitazione sessuale, emana un odore di mare simile a quello dei pesci e dei molluschi. Annusarsi reciprocamente è talmente importante che in alcune regioni del mondo la parola “baciare” significa “odorare”…

Read the rest of this entry ?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: