Archive for the ‘Sessualità’ Category

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Sex blues

8 aprile 2011

A chi non è mai capitato di sentirsi un po’ tristi dopo un rapporto sessuale? Si tratta di un disagio che prende il nome di Sex blues: una vera e propria depressione, se pur momentanea, che scatta alla fine del coito.

Il termine depressione forse non è appropriato ma i sintomi provati sono comunque quelli suoi tipici: ansia, malinconia, tristezza e la classica voglia di piangere.

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Sesso precoce: prima volta a 12 anni

31 marzo 2011

Appello ad attuazione dei programmi educazione sessuale a scuola

L’età della prima volta? Adesso si attesta tra gli 11 e i 12 anni. A lanciare l’allarme è un medico endocrinologo dell’Università di Roma, Andrea Lenzi che, da una parte denuncia l’ignoranza degli adolescenti in materia di prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili, per non parlare delle gravidanze indesiderate; e dall’altra invita i pediatri a monitorare i ragazzini per prevenire anche la trasmissione di virus come il papilloma virus umano (hpv).
I ragazzi sembrerebbero raggiungere la maturità sessuale sempre più precocemente e l’età media dei primi rapporti sessuali, sostanzialmente rapporti occasionali e non protetti, ha già raggiunto il limite degli 11 anni e potrebbe scendere ancora, complice l’eccessivo bombardamento di stimoli alla precocità del mondo occidentale.
Secondo l’endocrinologo è importante che la Scuola risponda alla situazione con programmi di educazione sessuale adeguati, per contribuire a far nascere nei giovanissimi il senso della responsabilità e della consapevolezza di tutto ciò che potrebbe derivare dall’ atto sessuale. Un appello quindi è rivolto anche al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: ”E’ a scuola che si fa la prima prevenzione, per questo – ha concluso Lenzi – è fondamentale attuare programmi di educazione sessuale”.

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Cuore, sesso, amore

25 marzo 2011

E’ stato duro convincervi, lo so, ma ora tutti sanno che il sesso fa bene: migliora il tono dell’umore, pelle è più luminosa, l’aspetto più rilassato, il sistema immunitario tocca il suo apice, il  metabolismo si accelera, sempre per non parlare di quanto fa bene all’autostima. Basta guardare una persona che ha una felice vita sessuale per capire che sta bene. Ma se questo non vi basta ecco la conferma scientifica: una ricerca del Tufts Medical Center di Boston afferma che chi fa poco sesso e si improvvisa poi grande amatore per una notte rischia un infarto quasi 3 volte di più rispetto a chi ha una vita sessuale regolarmente attiva. Insomma: chi lo pratica poco ha maggiore rischio di infarto. Perché? Semplice, perché non è abituato agli sforzi fisici. Lo stesso si potrebbe dire, ovviamente, anche per coloro che vivono una vita sedentaria, non praticano attività fisica e si sottopongono improvvisamente ad uno sforzo: in questi casi la possibilità d’infarto aumenta di ben 3 volte e mezzo. Per chi fa tanto sport, o tanto sesso, il rischio si abbassa notevolmente: solo uno su un milione. E per ogni momento in più dedicato all’attività fisica, la possibilità di essere vittime di un attacco cardiaco si abbassa del 45% e del 30% il rischio di morte.
A rischiare di più sono quindi quelle persone che si dedicano poco al piacere sessuale con il proprio partner e, soprattutto, gli adulteri perché il tradimento non fa male solo alla coppia, ma anche al cuore! Già nel 2002 una ricerca aveva evidenziato che il 75% dei casi di morte improvvisa durante l’attività sessuale riguardava persone coinvolte in una scappatella. I più maliziosi penseranno che il sesso sfrenato può sicuramente essere annoverato tra le cause di infarto, in realtà lo stress cardiaco che subiscono gli adulteri è molto più legato alla paura di essere sorpresi dal proprio partner, che a maratone sotto le lenzuola.

Quindi un consiglio vale per tutti oramai da tanti anni: far bene l’amore fa bene all’amore.

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Flexisexual:una eterossessuale a caccia di donne

5 marzo 2011

Chi non ricorda Madonna che, qualche anno fa, durante gli MTV Video Music Awards bacia Britney Spears? E dopo lei tante sono state le dive che hanno confessato una certa passione per la bellezza femminile. Non si tratta di coming out ma di una nuova tendenza che esiste tra le donne, non solo quelle che frequentano i red carpet holliwoodiani.  L’Università di Northwestern (Usa), nel lontano 2003, preannunciava le profonde modificazioni che avrebbero subito le donne in campo sessuale e con il passar degli anni si presupponeva che avrebbero sviluppato una sessualità sempre più flessibile rispetto agli uomini. Da qui la nascita della donna «flessisessuale». La moderna flexisexual ama provocare, gioca con l’ambiguità e spesso si scambia effusioni con altre donne. È attratta dallo stile femminile e ama baciarsi pubblicamente con persone dello stesso sesso. Ciò non toglie che, trattandosi di un’eterosessuale, la scelta del partner sessuale è sempre maschile.

Non solo i ricercatori e gli psicologi, ma anche le moderne flexisexual hanno tentato di spiegare i motivi dell’avvento di questo nuovo tipo di figura femminile. Lisa Diamond, autrice del libro Sexual Fluidity: Understanding Women’s Love and Desire («Fluidità sessuale: capire l’amore e il desiderio delle donne») afferma:“Penso che le ragazze bacino altre donne per attirare l’attenzione dei ragazzi, perché questi ultimi pensano che il bacio saffico sia sexy e seduttivo. Vi è una crescente consapevolezza che non bisogna essere  gay o bisessuali per avere un contatto con una persona dello stesso sesso”. Se vuoi saperne di più esiste un sito web (www.flexisexual.net) che permette alle ragazze «sexy, aperte intellettualmente e desiderose di esplorare la propria sessualità» d’incontrarsi e chattare con altre donne all’insegna del divertimento e della curiosità.

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L’anoressia sessuale

26 febbraio 2011

Quante volte ci siamo detti che la facilità di accesso al materiale pornografico non poteva che far danni?

Non si tratta di bigottismo ma di una semplice equazione. Dall’analisi del consumo in Italia dei portali dedicati al sesso emerge l’identikit di un popolo che ama il virtuale, a scapito della propria salute sessuale reale: nel 2010 sono 7,8 milioni gli italiani che fruiscono di contenuti porno, circa il 29 % dei navigatori totali, con un aumento dei fruitori di questi siti di ben il 58%: dal 2005: una crescita una volta e mezza più veloce dell’utenza nel suo complesso.  Il target dei siti porno rimane prettamente maschile (il 70%), la fascia d’età più avvezza a cercare emozioni forti su Internet è quella tra i 24 e i 44 anni. Anche se il 10 per cento dei frequentatori del sesso online ha meno di 18 anni. E’ importante notare come ci si imbatte nei primi siti a luci rosse gia’ a 13-14 anni, compromettendo quella che è la normale curiosità e fantasia rispetto alle tematiche “hard” proprie di questa fascia d’ età.

Il rischio, oramai realistico, e’ sviluppare una “disgusto del sesso”, una vera e propria “anoressia sessuale” che, anche e soprattutto tra i più giovani, è già un fatto.
Accendere il pc e visitare sistematicamente siti pornografici spegne il desiderio. “Questa indagine nasce dalla necessità di comprendere un fenomeno clinico nuovo che investe soprattutto i giovani sotto i 25 anni: l’anoressia sessuale. iI 70% dei giovani che si sono rivolti agli ambulatori per patologie della sessualità, calo della libido e disfunzione erettile, aveva da anni la cattiva abitudine di frequentare siti Internet pornografici molto spinti”. Il promotore della ricerca è  il professor Foresta, presidente della Società italiana di andrologia e medicina sessualità, andrologo ordinario di Patologia clinica all’Università di Padova – “La fruizione quotidiana di simili immagini – ha rallentato la maturazione cerebrale della sessualità, svincolato il sesso dall’affettività, e fatto perdere d’interesse verso la sessualità reale che invece, per un sano sviluppo, ha bisogno di fantasia. Ed è proprio la fantasia che i siti Internet uccidono veicolando video e foto estremamente disinibiti. La sessualità in Internet è fredda, ripetitiva e questo determina assuefazione e comporta poi, nella vita reale, mancanza di desiderio. Un cambiamento nell’approccio comportamentale di questi giovani ha portato significativi miglioramenti: l’abbandono completo della frequentazione dei siti porno accompagnato dalla lettura di libri che sottolineano un legame forte tra affettività, sessualità e fantasia ha contribuito in maniera importante al rafforzarsi di una sessualità sana, autentica e responsabile”.

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La parità del sesso

26 febbraio 2011

Secondo gli scienziati, sia gli uomini che le donne sono motivati dalla ricerca del piacere.

La rivistaJournal of Personality and Social Psychology’, riporta un interessante ricerca. Un nuovo studio dell’Università del Michigan ha “scoperto” che le donne sono interessate al sesso occasionale allo stesso modo degli uomini.

Allora perché la maggior parte delle donne rifiutano un partner occasionale?

All’inizio l’ipotesi sostenuta dai ricercatori per spiegare questo atteggiamento sul sesso occasionale, si basava sul fatto che uomini e donne hanno strategie evolutive diverse: le donne sono maggiormente selettive rispetto al partner sessuale perchè dovrebbe garantire sicurezza una volta nata la prole; gli uomini invece si sono evoluti per diffondere il più possibile il proprio patrimonio genetico e quindi per avere più rapporti sessuali con partner diverse.

Nella ricerca si è evidenziato come, se una studentessa di faceva delle avances sessuali a un ragazzo, più del 70% dei ragazzi diceva di sì. Quando invece i ruoli venivano invertiti neanche una donna accettava la proposta ‘indecente’.

Se le donne rifiutano, però, c’ è una buona ragione: non hanno la certezza di raggiungere il piacere. Lo psicologo Conley, che ha coordinato lo studio, avrebbe dimostrato che se le donne percepiscono nel partner una determinata potenza ‘sessuale’ non rifiuterebbero l’occasione di avere un rapporto intimo con uno sconosciuto. Questo perchè, secondo gli scienziati, le donne, come gli uomini, sono motivate dalla ricerca del piacere. L’unica differenza sta nel fatto che le donne hanno meno probabilità di essere soddisfatte da un incontro a breve termine, e lo sanno. Conley ha dimostrato che gli uomini e le donne non sono poi così diversi nell’approcciarsi al sesso occasionale.

Solo che per raggiungere lo stesso scopo servono ‘mezzi’ differenti. Mentre agli uomini basta trovare una partner attraente per avere un incontro sessuale piacevole, per le donne non è così e questa difficoltà le rende più selettive.

Anche se Conley non nega del tutto la spiegazione evolutiva, la sua prospettiva è molto diversa. Il suo approccio, chiamato ‘Pleasure Theory’, è relativamente nuovo e parte dal presupposto che “la ricerca del piacere è la forza centrale che motiva il comportamento sessuale”, e che la riproduzione è un sottoprodotto di questo sforzo. Secondo questa tesi, sia gli uomini che le donne vogliono solo divertirsi, e poi la biologia si occupa del resto.

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Sesso orale o morte

23 febbraio 2011

Sesso orale più pericoloso del fumo?per gli amanti della fellatio e del cunnilinguo senza censure è tempo di fare i conti con una news piuttosto inquietante. Pare che praticare il sesso orale senza precauzioni sia più rischioso del tabagismo per quanto riguarda l’incidenza dei tumori alla gola negli under 50.

Uno studio della Ohio State University di Columbus ha messo sotto il riflettore il colpevole: il papilloma virus, già riconosciuto come il responsabile del 70% dei casi di cancro alla cervice nelle donne, la cui diffusione ha portato ad un aumento dei tumori del cavo orale negli ultimi decenni, soprattutto negli uomini più giovani

«Il papilloma virus causa più tumori del tabacco tanto che una persona infettata con papilloma virus legato al cancro del cavo orale (l’HPV 16) ha un rischio 14 volte maggiore di contrarre un tumore nel tratto orofaringeo. Ecco perché più elevato è il numero di partner con cui si è praticato sesso orale e maggiori sono le probabilità di contrarre un’infezione».

Già quattro anni fa erano stati evidenziati come i malati infettati dall’HPV avessero un rischio 32 volte maggiore di sviluppare il cancro alla gola rispetto a fumatori e bevitori cronici, mentre coloro che avevano praticato sesso orale con più di 6 partner durante la loro vita avevano 8,6 possibilità in più di contrarre il tumore.

Per chi ama i numeri, basta guardare le statistiche per rendersi conto dei rischi: in Inghilterra l’incidenza del cancro alla gola è in netto aumento e negli Stati Uniti si è registrato un aumento del 225% dei casi fra il 1974 e il 2007.

Da qui l’appello dei medici affinchè non vengano vaccinate solo le ragazzine in età critica (come avviene ora), ma anche i maschi. Non ci sono ancora rigorosi riscontri scientifici sull’efficacia del vaccino per le infezioni da papilloma virus che possono portare al cancroma ma gli scienziati sono ottimisti perché, finora ,i vaccini hanno dimostrato di servire nel 90% dei casi.

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